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Futura “razionalizzazione” delle scuole

 

 

 

Postiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato dalla gazzetta di modena del 28/11/11. a pag.10 che ci ha fatto avere in copia il gentilissimo Sig. Lino Andreozzi a nome del PRC di Castelfranco.

 

E’ da qualche lustro che il maggiore partito dell’ex opposizione avanza, nelle sue proposte per la crescita dell’economia, l’idea di una maggiore liberalizzazione, soprattutto nel settore dei servizi al cittadino.

La potente voce dell’emiliano Bersani, a più riprese, ha lanciato il grido d’allarme intravvedendo nella liberalizzazione, una più ampia liberalizzazione, una delle chiavi per uscire dalla crisi.

Ora, dopo la bufala  Marchionne, decantato da lui stesso e dalla banda dei migliori come Fassino, D’Alema, Chiamparino, Veltroni, Letta e via elencando, alla luce dell’ultima dichiarazione dell’a.d.: la Fiat può lasciare l’Italia, si può ancora avere credibilità per un partito che non ne azzecca una?

Ebbene, a Modena avviene che si concretizza  ciò che Bersani e il suo partito vanno reclamando.

In un incontro tra sommi esponenti della Giunta e della Legacoop, è stato chiesto esplicitamente questo al Comune: …ai privati va data la gestione degli asili, delle scuole e delle strutture di assistenza. Ciò comporterebbe, a loro dire, una significativa razionalizzazione dei costi, pur in presenza di un elevato livello di professionalità e qualità.

Ora noi, di fronte alla forte parola “razionalizzazione”, avendone esempi eclatanti nella scuola, dove con la “razionalizzazione”  si è provveduto a sfasciarla dal punto di vista proprio qualitativo e professionale, come è stato analiticamente attestato dall’istituto scuola Fiat, ci chiediamo: come sarà possibile arrivare ad un elevato livello di questi servizi con una gestione improntata ai tagli, pardon alla “razionalità”?

Questi si vergognano anche di usare i termini appropriati in certi contesti, perché, forse, preoccupati di impopolarità se esprimessero chiaramente le loro intenzioni reali.  Ma, volendo essere possibilisti, ci domandiamo su chi peserebbe la razionalizzazione, considerando che i servizi saranno di alto livello qualitativo e professionale.

Abbiamo il vago sospetto che a pagare sarebbero gli operatori, gli addetti al lavoro, i salariati. Ciò ci viene da esperienze già esistenti di così dette coop di pulizie, di servizi mensa e  vari altri ai quali abbiamo assistito nella nostra carriera docente.

Abbiamo verificato elevati ritmi di lavoro, striminziti tempi di esecuzione, paghe orarie  modestissime .

 Il dato più preoccupante si riscontra nel silenzio delle lavoratrici e dei lavoratori che, in momenti confidenziali, lamentavano la loro situazione  che non potevano denunciare nemmeno ai sindacati di categoria, pena la messa in condizione di dimettersi.  

 

 

Il Movimento 5 stelle concorda e si affianca al dissenso sopraesposto, conscio del prossimo aggravarsi della situazione già disumanamente “razionalizzata” oltre misura.

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