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CAVE: Il Movimento 5 stelle Castelfranco dice NO alle lacrime di coccodrillo

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Le dichiarazioni delle associazioni ANCE MODENA ( associazione nazionale costruttori edili) e ANIEM ( associazione nazionale imprese edili) a difesa di cavatori e cave sono inaccettabili.

Questo è quello che dicono le due associazioni:”Il Comune di Castelfranco ha redatto e imposto, unilateralmente, un accordo, o meglio un “non accordo”, che  prevede a carico delle imprese oneri compensativi troppo elevati e non compatibili con l’attuale situazione economica del settore e delle relative imprese”. “Oltre a incassare gli oneri previsti dalla legge regionale (recentemente incrementati del 20%), occorre che Castelfranco riduca i gravosi oneri compensativi e soprattutto le opere correlate richiesti, rendendoli sostenibili per le imprese”..

Quindi e’ giusto che l’ amministrazione comunale di Castelfranco, si chiede il MoVimento, dia il via ai cavatori, regalandogli il nostro territorio, deturpando aree agricole, guadagnando in cambio promesse di rotonde e falde inquinate?

MA STIAMO IMPAZZENDO? In Emilia Romagna i canoni di concessione versati dalle aziende specializzate nell’estrazione di ghiaia alla Regione oscillavano tra i 46 centesimi e i 57 centesimi al metro cubo; ora la giunta Emiliana-Romagnola ha autorizzato un aumento del canone che passerà da 0,57 a ben 0,70 euro al metro cubo con effetto dal 2014: questo francamente sa di burla ! Addirittura per le concessioni precedenti si procederà ad un’applicazione progressiva dell’aggiornamento delle tariffe tra il 2014 e il 2016; in questi casi oltre al canone già in vigore dovrà essere corrisposta una maggiorazione pari ogni anno ad un terzo della quota d’aumento, fino al raggiungimento della nuova tariffa.

Tariffe tra l’altro che erano invariate dal lontano 1992!

Basti pensare che, secondo una ricerca di Legambiente del 2011, in Italia l’estrazione della ghiaia è un business a nove zeri. Se ogni anno alle regioni arrivano in tutto circa 36 milioni di euro dagli oneri di cava, le ditte guadagnano dalla vendita del materiale estratto (che serve per produrre cemento e calcestruzzo, ingredienti base per costruire case e strade) quasi trenta volte tanto, ossia 1 miliardo e 115 milioni di euro. In questo contesto, l’Emilia Romagna, con le sue 296 cave attive, è la prima regione per quantità di argilla estratta: più di 1,2 milioni di metri cubi, su un totale di 8,4 milioni.

Ma il colmo  è che sarebbero addirittura i cavatori a preventivare ed a eseguire i lavori di ripristino e le opere urbanistiche, spesso di sola utilità viaria per i cavatori stessi, con il rischio di capitolati gonfiati a discapito di noi cittadini.

A tal proposito Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, aggiunge  “Forse c’è il timore di andare a danneggiare gli interessi di alcune aziende, che anni fa hanno finanziato l’ascesa politica di alcuni esponenti del Pd in Regione”. Il riferimento è alla ditta Frantoio Fondovalle di Modena. Nel 2000, secondo De Franceschi, l’azienda modenese contribuì alla campagna elettorale dell’attuale assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli. “Dopo aver fatto il piano delle attività estrattive, quando lavorava alla Provincia di Modena, si è visto finanziare la campagna elettorale per entrare in Regione” e ora, guarda caso è neo candidato a Sindaco di Modena.

Noi del MoVimento 5 stelle siamo per la salvaguardia dell’ambiente, pensando al territorio che lasceremo in eredità ai nostri figli. Abbiamo l’obbligo di tutelare un paesaggio agricolo tra i più fertili d’Italia, spesso anche zona di ricarica delle falde acquifere, soprattutto alla luce della difficile situazione socio economica in cui versa il paese e che ha causato la stagnazione del mercato degli immobili e quindi la richiesta di materiali edili , come la ghiaia, non più necessari.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

MOVIMENTO 5 STELLE – CASTELFRANCO EMILIA.

 

 

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