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Il ns. inceneritore modenese

Il MoVimento5stelle di Modena e provincia invita tutti i cittadini, i comitati e
le associazioni in difesa dell’ambiente e del diritto alla salute a partecipare
al presidio di protesta che si terrà il 20 Novembre 2010, ore 15:00 davanti ai
cancelli dell’inceneritore di Via Cavazza 45 a Modena. L’iniziativa nasce
dall’urgenza di veicolare a tutta la comunità il pericolo ed i rischi sempre
più alti derivati dagli intenti perseguiti e dalle scelte ultimamente compiute
dagli organi di governo locali, Provincia e Comune. Direzione intrapresa
esclusivamente a favore dei guadagni di Hera e del conseguente rafforzamento
delle proprie posizioni di potere. Alzeremo la voce per testimoniare la nostra
intenzione di intraprendere una battaglia che incominci dal difendere il
diritto primario più importante rispetto a tutti gli altri, il diritto
fondamentale alla salute collettiva. E’ un tema troppo importante per la sua
universalità, per questo l’invito è a tutte quelle espressioni della società
civile quali le associazioni ed i comitati locali che già a più riprese in
passato si sono battuti a più livelli contro l’incenerimento dei rifiuti e
continuano tuttora a farlo.

 

Tutto questo non è più accettabile: in qualità di rappresentanti della società civile,
movimenti, comitati ed associazioni è necessario si uniscano ed organizzino le
proprie forze per combattere questo vero e proprio atto criminale contro la
difesa della salute comune.

 

Questo è solo un primo deciso passo, ribadiamo dettato da urgenti motivi di
preoccupazione, ma ulteriormente giustificato dalla necessità di iniziare un
percorso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica atta a far comprendere che
il ricorso a mezzi obsoleti come gli inceneritori o le discariche è ormai
inutile, grazie all’opportunità fornita da tecnologie e pratiche moderne di
gestione dei rifiuti d’uso comune in moltissime realtà italiane, e risulta,
inoltre, gravemente dannoso per la salute pubblica.

 

Perché diciamo questo? Perché dobbiamo reagire alla situazione venutasi a creare a
causa di governanti che davanti alle telecamere, ai microfoni e ai cittadini si
autoproclamano attuatori di una politica virtuosa e sostenibile per risolvere
il problema dei rifiuti, mentre nelle segrete stanze del Comune e della
Provincia, nei processi decisionali si comportano in direzione opposta.

 

Un esempio su tutti: quando sentiamo sindaco e assessore all’ambiente, in linea con quanto
auspicato dai piani industriali di Hera, prefissarsi di aumentare la
percentuale di raccolta differenziata, una raccolta SPOT-propagandistica,
inutile poiché realizzata con i cassonetti e soprattutto gestita dalla stessa
multiutility che ha fortissimi interessi economici nel far bruciare più rifiuti
possibili, ci indigniamo, seppur mostrando una punta di incredulità. Come si fa
a non rimanere letteralmente basiti di fronte ad un sindaco e ad un assessore
all’ambiente che predicano come fosse sovrapponibile un aumento parallelo dei
regimi di incenerimento e della raccolta differenziata, quando per logica
conseguenza queste due pratiche vanno in direzioni diametralmente opposte?

 

A scanso di equivoci e per non prestare il fianco ai soliti sterili detrattori, presentiamo
anche una sicura ricetta per poter risolvere quello che molti finti esperti
ritengono un problema, mentre per noi e per tutto il mondo avanzato rappresenta
una risorsa importante e parte di un ciclo chiuso e virtuoso della vita di un
materiale: fare un passo indietro e riavvicinarci ad un rapporto maggiormente
legato al territorio e al locale, preferendo ed incentivando soluzioni di
acquisto a filiera corta. Nella fattispecie, la diffusione di realtà
commerciali come nel caso di “Alimentari point”, il primo negozio con prodotti
tutti a Km zero e alla spina, inaugurato da tempo a Reggio Emilia, sarebbe il
primo e più importante passo da compiere; comune e Regione dovrebbero
utilizzare la leva fiscale con sconti in tariffa-rifiuti o incentivi per queste
attività che riducono i rifiuti, accorciano la filiera e favoriscono le
produzioni locali oltre a favorire il benessere dei cittadini; così come
potrebbero disincentivare la grande distribuzione nel ricorrere a grandi
quantità, tra l’altro scarsamente qualitative, di imballaggi inutili che
inevitabilmente finiscono nel circuito di trattamento dei rifiuti; teniamo
sempre presente il fatto che questi ultimi rappresentano oltre il 50% dei
rifiuti domestici. Integrando questo sistema con una seria, e non soltanto di
facciata, raccolta differenziata porta a porta e con l’utilizzo di impianti sul
modello di quello operante nel comune di Vedelago, creeremmo un circuito chiuso
virtuoso; il concetto di rifiuto si ridefinirebbe in quello di materia prima;
infine, si consoliderebbe un metodo sostenibile per dare nuova linfa
all’occupazione e al circuito economico locale.

 

Questa è l’idea di sviluppo sostenibile, da adottare e su cui discutere. Facciamolo
insieme, mettendo da parte le etichette e senza indossare cappelli politici o
ideologici a fronte di una battaglia così importante. Ribadiamo l’appuntamento
per SABATO 20 NOVEMBRE – ore 15:00 davanti ai cancelli dell’inceneritore di Via
Cavazza 45. VI ASPETTIAMO

 

 

 

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