Archivi categoria: Salute

Consegnate più di 4250 firme per l’Ospedale

 

 I temerari

 

 

“Cittadini per l’Ospedale” è un gruppo di cittadini di Castelfranco Emilia e San Cesario sul Panaro, che si è spontaneamente costituito a seguito delle nebulose prospettive per l’Ospedale Regina Margherita previste dal nuovo Piano Attuativo Locale (PAL) 2011-2013 che sarà definitivamente approvato dai 47 Sindaci di Modena e provincia, nella Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria del 14 ottobre 2011.

 

In appena 15 giorni, senza banchetti o “convincimenti” porta a porta, ma unicamente grazie alla preziosa disponibilità dei commercianti, è stata promossa una petizione raccogliendo 4.250 firme che questa mattina (5/10/2011) abbiamo consegnato al Comune di Castelfranco Emilia e al Comune di San Cesario. Poi, andremo anche in Provincia e all’Ausl.

Antonella Franchini

 

 

 

Castelfranco E.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San Cesario s/P.

 

 

 

Per maggiori info clicca qui

 

 

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Aggiornamento del 06/10/11

(Gazzetta di Modena)

L’unico passo avanti per ora è contenuto nel primo paragrafo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Critiche al nuovo PAL

 

 

Come Movimento 5 stelle siamo fortemente critici nei confronti dell’inadeguatezza del nuovo PAL (piano attuativo locale) e dei ridimensionamenti previsti soprattutto per gli ospedali cosiddetti “di prossimità” ovvero Finale E., Castelfranco E.  e Pavullo.

Stiamo parlando di ospedali all’avanguardia ma volutamente sottoutilizzati e ridotti all’ inefficienza per assecondare le politiche dei tagli alla sanità avviate sin dal 1993.

Tutto questo nell’ indifferenza dei responsabili dell’ USL e degli amministratori che si sono fin qui susseguiti. Hanno di fatto trasformato il diritto primario alle cure in un fattore secondario rispetto al contenimento della spesa pubblica.

Si parla di rivedere la missione degli ospedali: ma quale missione dovrebbero avere se non quello di fornire un servizio ospedaliero sul territorio?

E poi si parla anche di impostare una nuova “governance” e un coordinatore d’area … qualche nuova nomina sembra più importante della spesa che comporterà  …

Chiediamo ai ns. amministratori di non giocare con le parole ( rete – presidio di prossimità oppure d’area – nuclei di cure primarie – Hub – PS 12 e non 24 – case della salute – hospice – day service ambulatoriale); ma di guardare alle difficoltà di chi deve raggiungere Baggiovara in situazioni di emergenza

Non risulta assolutamente chiaro perché i traumatizzati maschi adulti vengano dirottati a Baggiovara mentre così non è per donne e bambini.

Ci viene detto che non ci saranno tagli, in effetti le risorse e gli investimenti ci saranno, solo che non saranno dove si immaginano i cittadini:

Chiediamo si faccia chiarezza anche sulle criptiche definizioni dei nuovi dipartimenti “misti-interaziendali”, sui nuovi percorsi clinico-assistenziali integrati con il territorio e in collaborazione con il volontariato  inoltre sullo sviluppo di nuovi programmi affidati ad un nuovo unico responsabile che coordinerà tutte le attività ospedaliere assieme al nuovo magazzino unico.

Gli ospedali dovranno poi superare l’attuale concetto di divisione per reparti e vedranno diminuirsi i posti letto chirurgici a favore di una chirurgia ambulatoriale, così come dovrà cambiare l’attuale organizzazione dei medici a favore di aggregazioni di forma associativa (per essere più vicini ai pazienti secondo le voci o per risparmiare personale secondo noi) ma con quali ricadute se poi i medici conosceranno i malati solo attraverso i dati a computer ?

Il fatto poi di chiudere i PS notturni e che i sindaci anziché  ordinarne la riapertura (art. 50 e 54 Dgls 267/2000) tergiversino e lascino i giochi in mano alla USL è veramente sconfortante.

Gli investimenti invece saranno mirati principalmente all’adeguamento degli impianti, allo sviluppo di forme associative e delle Case della salute oltre che all’istituzione di un osservatorio per la rendicontazione dei risultati delle due aziende.

Chiediamo ai nostri Sindaci di ripensare le loro scelte e che si oppongano a questi disegni  speculativi sul piano della salute e degli ospedali.

 

(Movimento 5 stelle Modena e provincia)

 

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Giù le mani dal 25 Aprile – 1° Maggio e 2 Giugno

 

 

Da Emilia Romagna 5 Stelle

 

La Manovra finanziaria che dovrebbe togliere l’Italia dalle secche è ingiusta e inutile.
La Casta di questo Governo ha toccato veramente il fondo se pensa di risollevare le sorti dell’economia italiana abolendo di fatto tre festività laiche che fanno parte della cultura, della storia e della nostra sempre più malata Repubblica democratica. Il Governo Pdl-Lega ha pensato bene di sacrificare il 25 aprile (Festa della Liberazione dal nazifascismo), il 1 maggio (Festa del Lavoro) ed il 2 giugno (Festa della Repubblica) sull’altare della logica del PIL. Il problema è che questa è la stessa logica malata che ci ha portato alla rovina. E ora dovremmo riproporla? Che credibilità può avere un Ministro che pensa di risollevare l’economia facendo lavorare anche in questi tre giorni i cittadini, spostando le festività alla domenica della settimana? Quest’anno il 25 aprile cadeva a Pasquetta (quindi già festivo) e il 1 maggio cadeva di domenica, eppure non pare che i risultati economici siano stati tanto brillanti. O no?
E i geni dell’economia che hanno suggerito di sacrificare tre ponti sull’altare della produttività e della crescita (due parole abusate e travisate) hanno pensato che, se da un lato ci sono 3 giorni in più di lavoro, dall’altro ci saranno milioni e milioni di vacanzieri in meno? Hanno pensato all’indotto del turismo dei tre ponti, che di solito spostano fra i dieci e i venti milioni di cittadini che danno fiato all’economia? E’ chiaro che il saldo complessivo per il Paese, per la nostra povera Italia, sarà negativo anche solo dal mero punto di vista economico, senza dimenticare il danno morale inflitto ai lavoratori.
Ma c’è qualcosa di ancora più subdolo in queste scelte.
Si tenta di cancellare il ricordo di chi lottò e sacrificò la propria vita, sotto ogni colore politico, contro la dittatura nazifascista; si tenta di dare un colpo di spugna alla dignità del lavoro e alle lotte operaie; si tenta di far sbiadire il ricordo della vittoria del Referendum che fece diventare l’Italia una Repubblica. Questi tre pilastri dell’Italia di oggi, che tali devono rimanere anche nell’Italia di domani, verranno del tutto rimosse in poco tempo nella memoria collettiva.
Una operazione vergognosa sotto il profilo etico e culturale, oltre che fallimentare dal punto di vista economico.
Il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna si unisce quindi all’appello lanciato per salvare le festività del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno con tutto il carico di storia e di cultura che portano con sé.

Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

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Aggiornamento 09/2011

Le festività soppresse sono state ripristinate…

è già la seconda volta che la Marcegaglia prima e Berlusconi poi ci provano… cosa succederà alla terza ?

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Case popolari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I cittadini del Movimento 5 Stelle chiedono alle autorità competenti in materia di valutare la possibilità della modifica delle norme per l’assegnazione del punteggio degli alloggi di E.R.P.   (edilizia residenziale pubblica) utilizzando nuovi criteri e modificati per:

 

–      Le “condizioni soggettive” che tengano in considerazione in maniera più incisiva la disabilità e l’anzianità dei cittadini rispetto a quelli utilizzati fino ad oggi, che tengano in considerazione l’eventualità che più disabili facciano parte dello stesso nucleo familiare Andrebbero istituite delle deroghe per disabili su carrozzella o che necessitino di domotizzazione in modo che gli stessi possano così usufruire del patrimonio abitativo in maniera simile ai normo-abili; la deroga farebbe scattare la misura dei mq necessari allo step immediatamente successivo; inoltre la tabella riporta un minimo di 46 mq per 4 persone che obiettivamente è ai limiti della convivenza civile.

 

–      Le “condizioni oggettive” nelle quali a causa della crisi occupazionale un nucleo familiare si trovi nella condizione di sfratto, cassa integrazione, mobilità, contratto di solidarietà, licenziamento per riduzione personale, per chiusura attività, dimissioni per giusta causa con ricorso alla DPL o calo di più del 30% del reddito per lavoratori autonomi con reddito isee non superiore a € 7500,00.

Quanto sopra anche mirato a svalorizzare finti single, finti separati, vedovi che scelgono appositamente di non risposarsi, persone che per
scelta personale, religiosa o di comodo non lavorano o che lavorano in nero, famiglie che hanno volontariamente scelto di avere una famiglia numerosa a discapito di persone che sono impossibilitate a qualunque libero arbitrio e , con le attuali graduatorie non riescono mai ad essere i primi in lista.

 

 

 

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Allarme amianto

 

 

Censimento ?

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Ospedale: il nostro NO al PAL (piano attuativo locale)

Come cittadini e come Movimento 5 stelle di Castelfranco, constatando che:

– l’amministrazione comunale continua a fare “orecchie da mercante” verso qualsiasi tentativo di criticare la sciagurata scelta di appoggiare il nuovo PAL,

– ancora sui quotidiani del  20 Luglio u.s. si continuavano a vantare i risultati raggiunti (???) anzichè arrendersi all’evidenza della situazione in cui il ns. ospedale versa,

ci domandiamo se per caso si debba anche gioire di disporre tuttora di un punto di prima assistenza (non Pronto Soccorso) aperto solo di giorno …( in quanto le statistiche ci confermano che la notte è più sicura e non si muore…..?)

ci domandiamo se eventualmente ci si debba anche felicitarsi perché forse non chiuderà nemmeno MEDICINA e potrà anche darsi che la DAY SURGERY (chirurgia ambulatoriale) si espanda (come… potrà anche darsi ? ) e addirittura per la TERAPIA  ANTALGICA ci saranno ben altri 2 posti letto… senza contare che ci si potrà vantare di avere la LUNGODEGENZA e la LUNGO ASSISTENZA (una volta non si chiamavano ospizi ? ).

Che brutta fine per un Ospedale di eccellenze quale era quello di Castelfranco, ormai declassato a Ospedale di prossimità (garantirà solo le attività a più frequente incidenza epidemiologica (e non certo traumatica)  e la gestione in rete delle urgenze (smistamento ?).

Di sicuro oggi in provincia di Modena c’è solo che gli investimenti futuri saranno prioritariamente indirizzati al progetto di realizzare “Case della Salute” (ma ancora non si sa in quali località) che, come obiettivo dichiarato dovrebbero avere “il miglioramento dell’assistenza territoriale” ( definizione da “uova e da latte” e che potrà forse coprire le zone  in cui verranno create), ma di sicuro c’è anche la consapevolezza che sarà un PROGETTO COSTOSO per realizzare SEDI COSTOSE in cui insediare EQUIPE MULTIPROFESSIONALI COSTOSE per ripagare ciò che viene negato alla comunità dall’assenza di un vero Pronto Soccorso….

Il tutto integrato dal coinvolgimento del mondo del Volontariato (e quindi se arriviamo qui siamo praticamente alla frutta).

L’ultimo dato certo è che abbiamo ben capito che si punta a far girare l’economia, ma a noi gira certamente anche qualcosa d’altro…

 

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