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UNIONE A SEI COMUNI…..UNA COSA SERIA!!!

 

Il Movimento 5 stelle Castelfranco Emilia vorrebbe approfittare di quanto annunciato dall’amministrazione comunale per fare alcuneMunicipio considerazioni.

Leggiamo : In prospettiva di un diverso ruolo dei comuni e del superamento delle province, il 16 gennaio 2014 è stato avviato un percorso per il riordino dei sei seguenti enti locali condiviso da Sindaci, associazioni economiche e sociali (L.R. 16/01/12): San Cesario, Castelfranco Emilia, Nonantola, Bomporto, Bastiglia e Ravarino.

Pensiamo che sia arrivato il momento di rinegoziarne le condizioni per far valere il peso della nostra città: in questi anni Sindaco e amministrazione si sono addormentati sugli allori nonostante detengano il potere decisionale per preservare territorio e cittadinanza.ospedale_castelfranco1

L’esempio più eclatante è senz’altro l’Ospedale di competenza di tutto il distretto: come si può contare su una struttura che dai 200 posti letto degli anni 80 è passata a 35 per tutto il distretto? E’ inoltre necessario riaprire il pronto soccorso, oggi degradato a punto di primo intervento solo diurno; ci auguriamo che, per lo meno nell’immediato, venga messa in pratica la promessa di reintrodurre il medico notturno in affiancamento al 118 per offrire al territorio la continuità assistenziale! Certo, siamo orgogliosi del “nuovo” centro prelievi e della nuova offerta di esami endoscopici, ma non capiamo però a cosa serviranno questi investimenti, dal momento che il PAL Regionale, con la complicità delle varie Amministrazioni Comunali passate e presenti ha decretato la definitiva chiusura dell’Ospedale.

E la tenenza? I Carabinieri gia’ poco presenti sul territorio del nostro Paese saranno sparpagliati in un territorio con utenze raddoppiate da 35000 c.a a 70000 c.a.auto carabinieri

L’obiettivo della sinergia dei 6 comuni uniti dovrebbe inoltre concretizzarsi nei tanto sbandierati miglioramenti dei servizi, della gestione del personale, della Polizia Municipale, del welfare, dei servizi per le imprese, ecc. ecc. ecc.

Ma di cosa stiamo parlando?

L’amministrazione ha dichiarato piu’ volte di non avere fondi disponibili!

MANCANZA DI FONDI per i lavori per la casa della salute, tanto sponsorizzata dall’attuale Amministrazione; sempre per mancanza di fondi si è svenduto il territorio: parliamo di CAVE e di IMPIANTI FOTOVOLTAICI disastri ambientali fatti passare come una opportunità vantaggiosa per noi cittadini ma in realtà a guadagnarci nel primo caso sono la FRANTOIO FONDOVALLE DI MODENA e nel secondo ne beneficeranno i Comuni della Bassa; ancora per MANCANZA DI FONDI non si sono ristrutturate le nostre case popolari! Hanno tanto a cuore la riqualificazione del centro storico da essere i maggiori artefici del suo degrado!

UN’AMMINISTRAZIONE INCONSISTENTE E PRIVA DI UNA PROGRAMMAZIONE AVANTI COI TEMPI.

Il Movimento 5 Stelle Castelfranco Emilia è stato ufficialmente certificato e a breve presenterà LISTA e PROGRAMMA , un programma trasparente e partecipato, in collaborazione coi cittadini.

Un’amministrazione seria deve accogliere le esigenze del proprio paese, valutarne le soluzioni e solo in quel momento puo’ esporsi proponendo soluzioni sagge e realizzabili!

Non ci presenteremo nel periodo elettorale con false promesse per acquisire il maggior numero di consensi possibili. Le precedenti Amministrazioni hanno usato questo metodo per anni , ma ora la gente e’ stanca di essere presa in giro, vuole VERITA’, SERIETA’ e FATTI CONCRETI.

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Le promesse elettorali …

Il Movimento 5 stelle di Castelfranco ha presentato una nuova istanza al Sindaco Reggianini riguardante l’Ospedale !

Ne riportiamo gli estremi:

a) Le informazioni date dalla AUSL rendono chiaro il fatto che il servizio notturno attuale non è affatto equivalente a quello, già limitato, erogato di giorno. E’ perciò fuorviante indicare questo servizio notturno come un prolungamento di quello diurno: ne è invece un semplice completamento con funzioni estremamente limitate che in pratica non hanno nulla a che fare con un reale servizio di Pronto Soccorso e neanche di Primo Intervento. In tal senso le sue dichiarazioni del dicembre scorso ci paiono solo formalmente vere, ma ambigue e volte a fornire un’idea ottimistica, nella sostanza non aderente alle aspettative della cittadinanza.

b) Con riferimento alla copertura diurna dove: ”…il Punto di Primo Intervento … è chiamato a fornire risposta in urgenza alle situazioni cliniche a bassa criticità e complessità, alla stabilizzazione, ecc…” chiediamo quanti codici triage di P.S. Bianchi, Verdi, Gialli e Rossi sono stati completamente trattati nell’anno 2012 nell’ Ospedale di Castelfranco e quanti, nello stesso periodo, inviati ad altri P.S. Chiediamo possibilmente non il n. complessivo, ma i parziali per ciascun codice.

c) Si nota che la PER QUANTO RIGUARDA L’AUTOINFERMIERISTICA la AUSL (pto 2) fa riferimento alla programmazione 2012-2014, quindi l’arrivo della stessa 12h/7gg a Nonantola si deve realizzare entro il 2014. Chiediamo conferma di questo. Chiediamo anche quando, sempre a Nonantola, si prevede l’estensione dell’orario dell’autoambulanza da 17h/7gg a 24h/7gg: sempre entro il 2014 ? O prima ? O dopo ? Se dopo: perché ?

Sempre in riferimento a tale autoambulanza si chiede il tipo di equipaggio previsto, ovvero se, oltre all’autista, è prevista la presenza costante di un medico e/o di un infermiere.

d) In merito al trasferimento dell’Unità di cardiologia riabilitativa e Terapia antalgica, per non ritenere che il Sindaco abbia disatteso il mandato del Consiglio Comunale del 11/2010 ci può indicare quali sono le azioni che Lei ha provato a sostenere perché il trasferimento di cui sopra non avvenisse?

e) Sempre in merito al trasferimento dell’Unità di cardiologia riabilitativa, a commento della risposta avuta da AUSL, rileviamo che esistono centri di riabilitazione analoghi (Gaiato, Riva del Garda) che operano con successo in contesti simili a Castelfranco, senza la necessità di avere un supporto di contorno costante ed esteso come quello del NOCSAE. La motivazione data dalla AUSL non appare così convincente e fondamentale da giustificare il trasferimento.

Chiediamo perciò di avere dei dati sull’operato del nuovo Reparto presso NOCSAE, ovvero:

· n. di posti letto previsti e quando saranno operativi (a Castelfranco erano 14)

· n. di prestazioni effettuate e relativo arco temporale.

· verifica dei costi del servizio e confronto con i dati storici di Castelfranco

Questo nell’ottica di una verifica dell’efficienza della struttura appena avviata i cui costi ovviamente sono sostenuti dai cittadini, inclusi quelli di Castelfranco.

f) Definito l’Ospedale di Castelfranco come “centro Hub” per la Terapia Antalgica, si chiede se gli attuali servizi chirurgici verranno mantenuti anche negli anni a venire, mantenendone i relativi posti-letto e gli standard qualitativi.

Infine il MoVimento 5 stelle si chiede con perplessità: come può un Ospedale depotenziato come il nostro essere considerato un centro Hub ?

MoVimento 5 stelle Castelfranco Emilia

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AMIANTO NELLE SCUOLE: BUONE NOTIZIE DALLA REGIONE

IMMAGINE bonifica_amianto Evidenziando che negli ultimi due anni la Regione ha già stanziato oltre 9 milioni di euro per le aziende che hanno provveduto a rimuovere l’amianto nei luoghi di lavoro, la Giunta regionale ha approvato, ora, uno stanziamento di ulteriori 3,5 milioni di euro per comuni e province che presenteranno richiesta di rimozione amianto sugli edifici scolastici con un contributo singolo massimo di 100.000,00 euro per intervento.

Il contributo coprirà il 100% del costo sostenuto per i comuni che avranno manifestato la volontà di accedervi partecipando al bando, che si aprirà il 1° di giugno prossimo,riguardante l’assegnazione di contributi per interventi di rimozione e smaltimento amianto nelle scuole .

Tale contributo è volto a premiare i comuni e le province virtuose che hanno già provveduto o provvederanno, con l’occasione, a mappare gli edifici scolastici con presenza di amianto esistenti sul loro territorio.

Nella Delibera di Giunta regionale n. 1302 del 5 luglio 2004, che ha approvato il Progetto “Mappatura delle zone del territorio regionale interessate dalla presenza di amianto”, aggiornato al 31/03/2013, sono evidenziati per il comune di Castelfranco Emilia i seguenti edifici scolastici che potranno così essere bonificati:

Palestra scuola elementare di Manzolino

Ipsaa Spallanzani di via Solimei

Ipsaa Spallanzani di Gaggio

Noi cittadini del Movimento 5 stelle confidiamo che questa sia un’ottima occasione per il nostro comune che potrà, così, mettere in sicurezza questi edifici salvaguardando la salute dei nostri figli senza sforare il patto di stabilità che tanto incide sulle scelte delle amministrazioni locali.

Movimento 5 stelle Castelfranco Emilia

 

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Aggiornamento

Durante la seduta di commissione affari istituzionali del 13/06/13 abbiamo sollecitato l’amministrazione perchè si attivasse nel più breve tempo possibile; alleghiamo la risposta pervenuta :

“Ringraziando si precisa che l’ufficio scrivente sta valutando e predisponendo la documentazione prevista nel bando stesso per la richiesta di finanziamento.”

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MODENA PERDE IL 118

118emilia

L’assessore regionale alla sanità Lusenti ha recentemente comunicato – non in sede istituzionale, ma nel corso di un dibattito alla festa del PD – che le centrali operative del 118 Emilia Romagna verranno riorganizzate. Come di consueto, sotto il termine “riorganizzazione” si
nascondono i tagli: le centrali locali saranno sostituite da tre centrali operative che copriranno l’intera regione. La centrale del 118 odenese – non i mezzi di soccorso, ma il centro di coordinamento – sarà assorbita dalla centrale di Bologna. Lusenti non finge nemmeno di agire in nome dell’efficienza, ma afferma a chiare lettere che la ragione di tutto questo è il risparmio.
Il Movimento 5 stelle modenese affianca i COBAS-Sanità di Modena nel condannare fermamente tale “riorganizzazione”, che si tradurrà in un ingente taglio di posti di lavoro degli operatori modenesi, nel trasferimento di alcuni di essi a Bologna o nel ricollocamento di altri a nuove funzioni, con la perdita di professionalità consolidate nel settore dell’emergenza. Quale sarà la qualità del servizio in queste condizioni?

Quanti i posti di lavoro tagliati?

Quali i cosiddetti risparmi?

Non è dato saperlo.

Stigmatizziamo inoltre l’arroganza di una dirigenza che opera scelte senza alcun confronto con le Rappresentanze Sindacali Unitarie e con gli operatori che da anni si dedicano con competenza al servizio di Emergenza–Urgenza sul territorio di Modena.
Critichiamo duramente la scelta di non comunicare nei luoghi istituzionali i programmi di riordino e la totale mancanza di una valutazione tecnica e competente.
La salute dei cittadini è come sempre l’ultimo interesse di un’amministrazione che, in nome della spending review, taglia i più elementari diritti alla salute, insieme ai servizi sociali e all’istruzione, scaricando la crisi economica sui cittadini più deboli.
Ricordiamo che in una recente intervista alla Gazzetta di Modena Alessandra Trabucco, coordinatrice provinciale Anpas, appoggiata da Leoni (PDL) lamenta un presunto attacco al volontariato da parte della Regione che porterebbe alla scomparsa del servizio di ambulanze da alcune zone dell’Appennino.
Ciò a causa dei requisiti di accreditamento regionali definiti dalla Trabucco “troppo rigidi”: la Regione, infatti, chiede come requisito essenziale per la convenzione:

• equipaggi “in pronta partenza”,
cioè personale di turno presso la sede con mezzi pronti a partire. Attualmente invece il personale è solo reperibile e, se chiamato, deve indossare la divisa, recarsi a prendere l’ambulanza e poi intervenire sull’urgenza, sperando a questo punto di trovare il paziente ancora vivo. Numerose patologie sono infatti “tempo dipendenti”: più tempo passa dall’inizio dell’evento all’inizio del trattamento, minore sarà la probabilità di limitare i danni o di salvare la vita al paziente.

• Piena efficienza dei mezzi che devono essere dimessi dal servizio  di emergenza dopo aver superato il limite di 300.000 km o 7 anni di  attività.

Sosteniamo con assoluta fermezza la necessità di garantire  standard minimi qualitativi nel servizio di soccorso extraospedaliero: tali servizi minimi, tuttavia, non possono essere garantiti da personale volontario, privo di un’adeguata preparazione sanitaria, e tantomeno da ambulanze che non siano in pronta disponibilità.
Chiediamo invece che sia la Regione, tramite personale sanitario preparato, ad occuparsi del servizio extraospedaliero in tutta la provincia, eliminando così l’odiosa discriminazione tra zone servite dal servizio pubblico ed altre lasciate alle cure di volontari non professionisti.

Ma ciò richiederebbe assunzioni e investimenti:

la spending review conterà più della salute dei cittadini?

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Attività estrattive

 

 

cave I cittadini del MoVimento 5 stelle di Castelfranco Emilia manifestano tutto il loro disappunto nei confronti dell’amministrazione per come è stata gestita la seduta di consiglio comunale riguardante l’ordine del giorno “Atto di indirizzo per l’esercizio dell’attività estrattiva nel Comune di  Castelfranco Emilia. Approvazione”

L’ inadeguatezza dei locali in cui si è tenuto l’incontro ha fatto si che molti cittadini intervenuti ad assistere siano stati costretti a stazionare in corridoio.

Nonostante la richiesta di sospendere il consiglio per permettere una nuova collocazione più idonea, e che permettesse a tutti di ascoltare quanto sarebbe emerso dall’importante tema in discussione, la maggioranza ha ben pensato di procedere immediatamente, a qualsiasi costo, all’approvazione dell’atto di indirizzo.

Il Movimento 5 Stelle ritiene che un atto come questo, vista la grande affluenza di cittadini, avrebbe potuto essere quantomeno rinviato o sottoposto a consultazione popolare.

Appariva tanto evidente quanto triste, che la maggioranza attualmente in carica, potesse impegnare un comune di 32.000 abitanti, a compiere scempi del territorio che di certo non portano benefici alla comunità.

L’impressione generale era che, in un comune importante come Castelfranco Emilia, non si tenesse in considerazione la volontà dei cittadini.

A questo punto ci chiediamo quanto l’amministrazione sia ancora rappresentativa dei cittadini.

I cittadini del Movimento comunque continueranno a schierarsi sempre al fianco della comunità per difendere il nostro territorio.

MoVimento 5 stelle Castelfranco Emilia

 

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A proposito di cave Vi suggeriamo la visione di questo video in cui si esplica l’attività dei ns. consiglieri regionali … e quella invece del resto dell’assemblea legislativa….

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Interrogazione Regionale su Case della Salute

 

COMUNICATO STAMPA
23 Luglio 2012

OSPEDALI DI PROSSIMITA’
Favia: “Tuteliamo la sanità pubblica,
difendiamo gli ospedali di prossimità”

 OSPEDALE_LOGO

Interrogazione M5S sul PAL che ridimensiona gli ospedali di 
Finale Emilia,Castelfranco e Pavullo

“Come Movimento 5 stelle siamo fortemente critici nei confronti dell’inadeguatezza del nuovo PAL modenese (piano attuativo locale) e dei ridimensionamenti previsti per i così detti ospedali “di prossimità” ovvero Finale Emilia, Castelfranco Emilia e Pavullo” – dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha depositato due interrogazioni in regione dopo il lavoro già fatto negli anni scorsi di legislatura – “Stiamo parlando di ospedali strutturalmente all’avanguardia, ma lasciati sottoutilizzati e ridotti all’inefficienza per assecondare le politiche dei tagli alla sanità avviate sin dal 1993. Tutto questo nell’indifferenza dei responsabili dell’ASL e degli amministratori che si sono fin qui susseguiti. Hanno di fatto trasformato il diritto primario alle cure in un fattore secondario rispetto al contenimento della spesa pubblica” – accusa Favia – “per questo chiediamo certezze e non progetti strampalati basati su previsioni d i spesa faraonici per centinaia di nuovissime case della salute di cui nessuno sente la necessità. I cittadini si stanno già muovendo in tal senso, a difesa della salute pubblica, ma il nostro è un appello a tutte le forze politiche affinché si adoperino con ogni mezzo e presso le dovute sedi affinché il servizio di Punto di primo intervento dell’Ospedale di Castelfranco Emilia torni a funzionare 24 ore su 24, e perché lo stesso ospedale venga mantenuto in vita come tale, adeguato, potenziato e realmente integrato nella rete al pari degli altri ospedali di prossimità, non riconvertito in cronicario o RSA assistita e neppure in Casa della Salute.”

GIOVANNI FAVIA

Consigliere
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
Emilia-Romagna



Interrogazione:

 

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Interrogazione regionale Asp Delia Repetto

 

 

  risposta interr. asp repetto

 

pag 2 risposta asp repetto

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Medici di famiglia : coscienza o incentivo ?

Il Movimento 5 stelle di Modena e provincia si esprime sull’accordo usl/medici di famiglia.

Si  specula sulle malattie per risparmiare sui farmaci.

I medici di famiglia modenesi ricevono incentivi dall’Ausl se dimostrano all’azienda sanitaria di avere prescritto meno farmaci ai malati, di avere sostituito farmaci più costosi con altri meno costosi, di aver prescritto i più economici farmaci generici e meno esami di laboratorio e/o indagini specialistiche.

È questa il sunto dell’accordo aziendale firmato nel 2011 tra l’Ausl, la Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale, dai sindacati Snami e Smi, ma non dal Simet, accordo valido per il triennio 2011-2013.

Dovrebbe mediare tra il diritto di ogni cittadino di ricevere le cure migliori e l’esigenza di contenimento della spesa pubblica sanitaria.

Dalle tabelle sui compensi emerge però che il medico incassa di più via via che prescrive di meno o sostituisce farmaci in uso con altri meno costosi.

Siamo oltremodo convinti che il medico deve continuare ad agire  secondo scienza e coscienza e non ispirarsi a esigenze d’altra natura…..tanto più se l’ispirazione è incentivata da un compenso.

 

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Emergenza notturna

 M5S:PAL SENZA EMERGENZA NOTTURNA IN 3 COMUNI

 

FAVIA: NON IGNORARE 5.000 FIRME CASTELFRANCO, PAVULLO E FINALE

 

(AGENZIA DIRE) Bologna, 21 feb. –

 

Riattivare presidi di emergenza urgenza anche di notte a Castelfranco, Pavullo e Finale Emilia. Una falla nel Pal modenese contro cui i locali comitati cittadini hanno raccolto 5.000 firme, 4.000 a Castelfranco e 1.000 a Finale. Lo chiede in un’interrogazione alla giunta regionale Giovanni Favia del movimento 5 stelle, che ricorda che “tra i principi chiave del Pal c’e’ il potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio e non la mera sostituzione o soppressione”.
“A Castelfranco, Finale Emilia e Pavullo gli ospedali di prossimita’ saranno sacrificati sull’altare di Baggiovara e del Policlinico, un po’ come succedera’ al Sant’Anna di Ferrara nei confronti di Cona. Ma quando si parla di sanita’- conclude il grillino- non e’ possibile ragionare solo calcolatrice alla mano”.

 

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Approvata in fretta e furia la 3a linea dell’inceneritore

 

 

 

Il Resto del Carlino Modena –  13/09/11

 il sindaco di Modena attorniato da 7 Sindaci (su 47 Comuni!!) da il via libera alla 3.a linea di quello che sarà l’inceneritore più potente della Regione. Contro i comitati, contro tanti cittadini, contro le linee guida europee, contro il buon senso..

 

AUTORIZZAZIONE DEFINITIVA DA PARTE DI 7 SINDACI

 

Inceneritore, sì con ‘paletti’  «Emissioni monitorate»

Via libera alla terza linea, i lavori partiranno nel 2013

Nessuna sorpresa, ieri, in Conferenza dei servizi.

L’ultimo ‘sì’ alla cosiddetta terza linea dell’inceneritore –  pardon, termovalorizzatore — da parte dei 7 sindaci dell’area coinvolta, tutti del centrosinistra, è arrivato.

Un timbro che ha dato il via libera definitivo all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia):

l’ultimo passo tecnico verso i lavori che tra fine 2013 e metà 2014 porteranno a regime il secondo camino dell’impianto Hera, capace di bruciare ogni anno 240mila tonnellate di rifiuti.

 

Ma i sindaci di Modena, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Castelfranco, Nonantola e Soliera, come garanti della salute dei propri cittadini, rivendicano subito il loro «apporto attivo al documento, visto che non ci siamo limitati — spiega Giorgio Pighi — a sottoscrivere le considerazioni tecniche di Arpa e Ausl, ma ci siamo spesi perché venissero fissati ‘paletti’ che andassero a tutelare ulteriormente le persone e l’ambiente. Innanzitutto con l’abbassamento delle soglie limite di emissione delle sostanze inquinanti, più severe anche rispetto alle normative base vigenti. E sempre con un concetto ben chiaro in testa. Ovvero che questo impianto faccia parte di una più ampia strategia di smaltimento, che punta anche ad aumentare la differenziata, dunque il riciclo, a ridurre la produzione pro-capite di rifiuti e a chiudere prima o poi tutte le discariche. Quindi il termovalorizzatore non è l’unico strumento cui affidarsi. Ci mancherebbe».

E tra le novità più tecniche spunta l’ufficialità sul tetto ai rifiuti speciali, 30mila tonnellate annue e 28% del totale, e sulla riduzione del 50% sui flussi di massa. Oltre al ‘no’ assoluto allo smaltimento di rifiuti ospedalieri a rischio infettivo e di materiali provenienti dalle vetture dismesse. «Abbiamo ottenuto — aggiunge Alberto Borghi, sindaco di Bomporto — anche un costante monitoraggio sulle emissioni. Gli studi effettuati finora hanno poi rilevato che l’inquinamento dei termovalorizzatori di ultima generazione rientra nel ‘rumore di fondo’ prodotto dalle fonti tradizionali di inquinamento. E questo la dice lunga sull’entità dell’impatto ambientale provocato dall’impianto, comunque necessario».

«Non c’è contrasto — conclude Pighi — tra la volontà di ridurre l’indifferenziato e quella di bruciare 240mila tonnellate l’anno anziché 180mila. In un’ottica di chiusura discariche e di futura intercettazione dei rifiuti della rete Aimag, nemmeno la quantità autorizzata basterà a soddisfare tutto il Modenese. Le nuove potenzialità dell’impianto, in sinergia con le altre strategie, servono dunque tutte. Altrimenti addio autosufficienza provinciale, alla quale puntiamo. Garantiamo, ad ogni modo, che non smaltiremo mai i rifiuti di altri territori. Salvo vere e proprie emergenze. Ma chi parla di un potenziamento per far guadagnare Hera, ha davvero sbagliato strada».

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Ancora una volta il Sindaco di Castelfranco si distingue per coraggio e difesa dei cittadini…come no !

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Aggiornamento

da L’Informazione

Gli azionisti Hera decidono e i Comuni eseguono

clicca qui

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Aggiornamento del  05/12/11

Vicino all’inceneritore c’è un maggior rischio di parti prematuri.

A dichiararlo ieri è stato il presidente regionale dell’Ordine dei medici Giancarlo Pizza, invitato, insieme ad altri esperti alla terza commissione ambiente del Comune dedicata agli effetti dell’inceneritore sulla salute.
«Negli ultimi quattro anni – ha spiegato il dottore – sono stato membro del comitato tecnico scientifico di Moniter, che ha lavorato gratuitamente.
Questo studio ha dimostrato che i nati pre-termine aumentano significativamente man mano ci si avvicina agli impianti di incenerimento».

Lo studio, com’è stato illustrato anche dalla responsabile del servizio di sanità pubblica regionale Paola Angelini, ha preso in considerazione sia gli effetti a lungo termine, che quelli a breve termine dei termovalorizzatori.
Per misurare gli effetti a breve termine è stato preso in considerazione l’impatto sulla salute da tre mesi prima del concepimento a dodici mesi dalla nascita, mentre per quanto gli effetti a lungo termine è stata presa in considerazione l’incidenza di tumori e l’aumento della mortalità.
Per il momento, sono stati resi noti solo gli effetti a breve termine, caratterizzati appunto da un aumento dei parti prematuri.
«Ci sarebbero anche i dati sui tumori, ma dato che la commissione scientifica è ancora al lavoro mi è stato proibito di divulgarli – ha spiegato Pizza – Ma l’Ordine dei medici è già stato convocato entro Natale per discutere dei risultati che emergeranno dallo studio, che saranno resi pubblici il 2 dicembre».
Lasciando intendere che, anche su questo fronte, si preannunciano novità poco rassicuranti.
Novità che giungono come un fulmine a ciel sereno nella nostra città, dove tutti gli altri studi epidemiologici fin qui condotti hanno sempre dato esito negativo.
Gli esperti che hanno lavorato sul nostro territorio hanno sempre detto che l’inceneritore non fa male alla salute: né dei bambini, né di tutti gli altri.
Il professor Marco Vinceti dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha curato uno studio sull’impatto dell’inceneritore in termine di aborti spontanei e malformazioni e ha concluso che non vi sono differenze significative dalla media.
Allo stesso modo il professor Massimo Federico, nel presentare i dati sugli studi del registro tumore alla commissione, ha dichiarato di non aver trovato, nei cittadini che vivono nei pressi dell’inceneritore incidenze particolari.
Quello che per ora invece Moniter pare certificare, com’è stato illustrato dalla responsabile del servizio sanitario regionale Paola Angelini, è che considerando 9.950 bambini nati dal 2003 al 2006 (il totale dei nati in Regione, meno quelli nati grazie a tecniche di riproduzione assistita) e prendendo in considerazione diversi parametri (il numero di gemelli, rapporto tra sessi, i nati pre termine e il basso peso alla nascita) il trend delle nascite pre-termine passa dal livello 1 al livello 5 man mano che ci si avvicina all’inceneritore.

BOOM!

Inceneritori, la Giunta smentita

dai suoi stessi esperti

 

clicca qui per visualizzare l’articolo – da Modena5stelle.it

 

clicca qui per andare alla pagina di Moniter (monitoraggio degli inceneritori del territorio “Emilia Romagna”)

clicca qui per le valutazioni del Comitato Scientifico di Moniter

 

 

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