Archivi categoria: 2012

Medici di famiglia : coscienza o incentivo ?

Il Movimento 5 stelle di Modena e provincia si esprime sull’accordo usl/medici di famiglia.

Si  specula sulle malattie per risparmiare sui farmaci.

I medici di famiglia modenesi ricevono incentivi dall’Ausl se dimostrano all’azienda sanitaria di avere prescritto meno farmaci ai malati, di avere sostituito farmaci più costosi con altri meno costosi, di aver prescritto i più economici farmaci generici e meno esami di laboratorio e/o indagini specialistiche.

È questa il sunto dell’accordo aziendale firmato nel 2011 tra l’Ausl, la Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale, dai sindacati Snami e Smi, ma non dal Simet, accordo valido per il triennio 2011-2013.

Dovrebbe mediare tra il diritto di ogni cittadino di ricevere le cure migliori e l’esigenza di contenimento della spesa pubblica sanitaria.

Dalle tabelle sui compensi emerge però che il medico incassa di più via via che prescrive di meno o sostituisce farmaci in uso con altri meno costosi.

Siamo oltremodo convinti che il medico deve continuare ad agire  secondo scienza e coscienza e non ispirarsi a esigenze d’altra natura…..tanto più se l’ispirazione è incentivata da un compenso.

 

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Modena al Cubo

Proiezione del documentario inchiesta sull’edilizia modenese “Modena al cubo”

Martedì 13/12/11  ore 21.00

Sala Curie – Villaggio Giardino – Modena

 

 

 

 

Modena³ (Modena al cubo) è un documentario inchiesta sulla questione urbanistica modenese che da qualche anno è al centro di accese polemiche. Partendo dal documento Modena Futura, scritto dall’assessore Daniele Sitta, comincia un viaggio tra i cantieri e i palazzi della città, toccando tutti i nervi scoperti di questa vicenda e andando ad indagare le relazioni tra Pubblica Amministrazione e i cosiddetti “poteri forti”. (qui il sito)

 

 

 

 

 

 

clicca su link a Youtube

 

clicca su Gazzetta di Modena del 10/09/11  con le considerazioni del regista.

 

clicca su Il fatto Quotidiano del 13/10/11

 

clicca qui per l’ Intervista ad Emilio Salemme – Presidente della Consulta Ambientale di Modena

 

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Aggiornamento del 26/03/2012 da Modenatoday.it

 

Modena³, Veronesi: “Pighi ha querelato su un sentito dire”

“Alla prima del 9 ottobre scorso Pighi era assente, quindi qualcuno gli ha riferito in modo errato un refuso contenuto nel documentario”. Così Gabriele Veronesi, il giornalista documentarista querelato nei giorni scorsi a titolo personale dal Sindaco di Modena Giorgio Pighi per un passaggio ritenuto “diffamatorio” nella pellicola Modena³. “Pighi ha fatto querela su un sentito dire”, ha aggiunto il giornalista. Stando a quanto raccontato dallo stesso Veronesi e dai suoi legali, gli avvocati Mario Marchiò e Gianluca Scalera, il passaggio incriminato è stato il risultato di un errore di ricostruzione da parte dello stesso giornalista che, tra l’altro, resosi conto dell’inesattezza pronunciata, il giorno successivo alla prima ha provveduto a rimuovere il segmento.

SCAMBIO DI PERSONA? NO, COOPERATIVA – Per un refuso, riportato da una telefonata effettuata da un soggetto non meglio precisato allo stesso Veronesi, nel documentario proiettato al “Teatro Tempio” si è verificato a tutti gli effetti uno “scambio di cooperative”. Nel passaggio incriminato, Veronesi ha lasciato intendere che Pighi, all’epoca di Tangentopoli, avesse difeso in un processo per corruzione la cooperativa Cmb. Ma l’errore, molto più sottile, è il seguente: nel video veniva spiegato come Pighi avesse assistito William Braga (vero), e che quest’ultimo fosse il presidente della Cmb (falso). Braga, invece, era presidente della Cooperativa muratori di Mirandola, anch’essa coinvolta in un processo, e difesa (questa sì) da Pighi. “Qui – ha chiarito Veronesi – non si tratta di falsità senza fondamento come detto da Pighi, ma di un errore di ricostruzione che, il giorno dopo la proiezione, ho provveduto a rimuovere”.

SMENTITE INCROCIATE – “Contestualmente alle smentite da parte di Cmb Carpi e del Sindaco giunte l’11 ottobre – ha aggiunto Veronesi – mi sono limitato a riferire mezzo stampa che Braga, nelle vicende sopra riportate, aveva quale difensore di fiducia Giorgio Pighi“. Per Veronesi, la smentita fatta dal presidente Cmb Carlo Zini è vera solo in parte: “Sì, è vero che il legale rappresentante della cooperativa all’epoca, Cesare Rinaldi, venne assolto con formula piena su richiesta del pool, ma è altrettanto vero che altri manager della Cmb chiesero e ottennero il patteggiamento della pena (caso delle metropolitane milanesi)”. In conclusione, vero che Pighi ha difeso la Coop Muratori e non la Cmb e “questo – come ha detto l’avv. Marchiò – non ci sembra un fatto offensivo. Non sono stati fatti commenti dietrologici o insinuazioni di alcun tipo, ma si trattava di un riferimento alle cooperative il cui intervento massiccio in sede di edilizia modenese era il tema principale del film”.

MISTERO SMARRIMENTO – “La vicenda ha assunto toni molto inquietanti – ha sottolineato l’avvocato Marchiò – Abbiamo paura che la denuncia nasca dal nulla. Siamo convinti – ha concluso il legale – che la cosa sfumerà, gli estremi del reato secondo me non ci sono”. Giorgio Pighi ha presentato denuncia al Tribunale di Mantova e ha chiesto il sequestro del “file informatico” proiettato al Teatro Tempio: ma, misteriosamente, questo filmato è scomparso. “Nel marasma generale della prima – ha spiegato il giornalista – fra la distribuzione di volantini e altro materiale per la promozione del documentario, è andato smarrito il dvd utilizzato per la proiezione. A nostra disposizione, c’è il brogliaccio (il testo enunciato dal narratore durante il documentario)”. Veronesi non vuole certo passare per uno che occulta le prove: “Chiaramente la cosa va anche a mio svantaggio, ho un elemento in meno a mia difesa.

 

 PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ 

Alla conferenza stampa organizzata da Veronesi e dai suoi legali, hanno preso parte amici del giornalista ed esponenti dell’Idv e del Movimento 5 Stelle, in testa Gabriele Grotti, promotore dell’iniziativa di solidarietà sul web “Siamo tutti Gabriele Veronesi”. Lo stesso giornalista si è detto rincuorato per questa mobilitazione: Ho visto cosa sta succedendo su Facebook  e la cosa mi ha fatto piacere – ha riferito Veronesi – Questa solidarità la rigiro ai giornalisti, soprattutto precari, che costantemente si ritrovano in queste situazioni non ricevendo questo clamore e questa visibilità”. Ad oggi, Veronesi non ha ricevuto sostegno e solidarietà da alcun organo di rappresentanza dei giornalisti.

 

 

 

 

 

 

 

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Scuole – esternalizzazioni

“Gli insegnanti di ruolo sono insufficienti a garantire l’apertura di tutte le sezioni di scuole dell’infanzia comunali del territorio della Regione per un insieme di ragioni: il Patto di Stabilità, che impone di reintegrare fino ad un massimo del 20% degli insegnanti che vanno in pensione, e il divieto di assunzioni a tempo indeterminato: l’educazione per i nidi non sarebbe garantita.”

E’ in questo contesto che molti comuni si stanno attrezzando cercando la soluzione nelle esternalizzazioni, affidando a privati la gestione del corpo insegnanti – con quel che ne consegue dal punto di vista dei lavoratori: molti insegnanti si ritrovano senza il posto di lavoro, con la conseguente gravissima interruzione della carriera professionale e la perdita del punteggio annuale fondamentale per maturare scatti nelle graduatorie. Ma, mentre il contratto degli educatori assunti dal Comune prevede fino a 200 ore l’anno di rapporto non frontale con i bambini (sono ore di formazione) quello dei lavoratori delle cooperative – che gestirebbero le scuole esternalizzate – ne concede 70, al massimo 90. Inoltre ci sarebbero altri svantaggi dal punto di vista retributivo perché nel privato sociale i lavoratori, pur essendo assunti a tempo indeterminato, vengono pagati solo nei mesi in cui il servizio è attivo e con retribuzioni nettamente inferiori a quelle del datore di lavoro pubblico: circa 900 euro mensili. La situazione sta prendendo questa piega anche nel Comune di Modena dopo quello di Ferrara. Strane le pressioni esercitate a mezzo stampa da Legacoop Modena, con frasi del tipo ‘”…Legacoop Modena sollecita l’Amministrazione a scelte più coraggiose in materia di esternalizzazioni e di modifica del Patto di Stabilità … – … Nella difficile quadratura dei conti con cui il Comune è alle prese, attraverso tagli alle spese e aumento delle entrate, siamo quanto mai convinti che esistano strade finora non praticate, o ad oggi solo “accennate”, che porterebbero un significativo contributo al bilancio comunale“, “…In proposito, Ancst/Legacoop ripropone di neutralizzare l’Iva in caso di esternalizzazioni di attività prima gestite direttamente dal soggetto pubblico per evitare un aggravio di costi per il committente che decida di affidarsi all’esterno piuttosto che gestire direttamente…’
Non è certo normale. Secondo noi ragionare in maniera prettamente economica sull’educazione dei più piccoli è sbagliato, così come lo è affidare a cooperative esterne l’insegnamento. Nell’interrogazione che abbiamo protocollato chiediamo alla Giunta di farsi garante dei diritti costituzionali all’educazione, e se ritenga legittimo che si utilizzi questo, che pare quasi un sotterfugio, delle esternalizzazioni per pagare meno i lavoratori che svolgono la stessa mansione degli insegnanti di ruolo

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Interrogazione: 

 

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  Aggiornamento

Esternalizzazione Scuole

Favia: “Fondazione sì, ma controlli altissimi
Evitare un trattamento differenziato fra dipendenti”

“Accogliamo con favore l’inversione a ‘U’ sul tema delle esternalizzazioni dei servizi educativi, con particolare riferimento alla zona di Modena” – esordisce Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, che ricorda – “Avevamo già stigmatizzato qualche settimana fa la strana fretta di procedere a tali pratiche, secondo noi lesive della qualità dell’educazione e della condizione dei lavoratori, evidenziando anche le indebite pressioni da parte di Legacoop. Ora l’idea della Fondazione può essere accolta con favore” – dice Favia – “a patto che questo non sia solo uno stratagemma per dare alla stessa scatola un nome diverso. Ricorrere all’esternalizzazione può avere senso se serve a derogare il patto di stabilità. Ma occorre stare molto attenti, perché che si tratti di cooperative o fondazione c’è sempre il rischio che cambi il nome ma la sostanza rimanga la stessa. E’ difficile infatti spiegare come possa una fondazione fornire gli stessi servizi educativi su cui oggi la città può contare, ma a costi più bassi rispetto a quelli sostenuti dall’amministrazione comunale. Se non, e qui viene il punto sul quale esercitare i controlli, facendo ricadere il risparmio sul costo del personale. Non vorremmo” – specifica Favia – “presenza nella scuola di dipendenti di serie A, quelli pubblici dei comuni pagati con un salario dignitoso, e dipendenti di serie B, a libro paga delle operative sociali con salari bassi e meno ore di formazione, costretti anche a grande flessibilità di orari. A rimetterci potrebbero essere le famiglie, che potrebbero veder decadere la qualità del servizio. Un lavoratore malpagato e senza diritti non solo non garantisce una buona qualità, ma crea nuovi bisogni per il welfare, traducendosi in un costo aggiuntivo. Vogliamo quindi prima” – conclude il Consigliere Regionale – “vedere lo statuto e i dettagli del progetto.”

GIOVANNI FAVIA
Consigliere
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

 

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Treni puntuali ??

Comunicato stampa

 

 

 Interrogazione

 

 

 

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Aggiornamento

 

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Emergenza notturna

 M5S:PAL SENZA EMERGENZA NOTTURNA IN 3 COMUNI

 

FAVIA: NON IGNORARE 5.000 FIRME CASTELFRANCO, PAVULLO E FINALE

 

(AGENZIA DIRE) Bologna, 21 feb. –

 

Riattivare presidi di emergenza urgenza anche di notte a Castelfranco, Pavullo e Finale Emilia. Una falla nel Pal modenese contro cui i locali comitati cittadini hanno raccolto 5.000 firme, 4.000 a Castelfranco e 1.000 a Finale. Lo chiede in un’interrogazione alla giunta regionale Giovanni Favia del movimento 5 stelle, che ricorda che “tra i principi chiave del Pal c’e’ il potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio e non la mera sostituzione o soppressione”.
“A Castelfranco, Finale Emilia e Pavullo gli ospedali di prossimita’ saranno sacrificati sull’altare di Baggiovara e del Policlinico, un po’ come succedera’ al Sant’Anna di Ferrara nei confronti di Cona. Ma quando si parla di sanita’- conclude il grillino- non e’ possibile ragionare solo calcolatrice alla mano”.

 

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