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PRESENTAZIONE UFFICIALE LISTA MOVIMENTO 5 STELLE CASTELFRANCO EMILIA

 

 

pres definitiva lista

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3 – 4 marzo, Rimini – Incontro dei Cittadini a 5 Stelle!

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Il 3 e 4 marzo a Rimini, si svolgerà  l’Incontro dei Cittadini a 5 Stelle!

Clicca qui

Tutti i gruppi 5 Stelle sono invitati a partecipare. Sarà un grande laboratorio di idee, proposte e conoscenze reciproche, nel rispetto del Non-Statuto e all’insegna del nostro motto “UNO vale UNO”.

Iscriviti (C’è tempo al massimo fino al 15 febbraio!) . Clicca qui

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MoVimento 5 Stelle

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Approvata in fretta e furia la 3a linea dell’inceneritore

 

 

 

Il Resto del Carlino Modena –  13/09/11

 il sindaco di Modena attorniato da 7 Sindaci (su 47 Comuni!!) da il via libera alla 3.a linea di quello che sarà l’inceneritore più potente della Regione. Contro i comitati, contro tanti cittadini, contro le linee guida europee, contro il buon senso..

 

AUTORIZZAZIONE DEFINITIVA DA PARTE DI 7 SINDACI

 

Inceneritore, sì con ‘paletti’  «Emissioni monitorate»

Via libera alla terza linea, i lavori partiranno nel 2013

Nessuna sorpresa, ieri, in Conferenza dei servizi.

L’ultimo ‘sì’ alla cosiddetta terza linea dell’inceneritore –  pardon, termovalorizzatore — da parte dei 7 sindaci dell’area coinvolta, tutti del centrosinistra, è arrivato.

Un timbro che ha dato il via libera definitivo all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia):

l’ultimo passo tecnico verso i lavori che tra fine 2013 e metà 2014 porteranno a regime il secondo camino dell’impianto Hera, capace di bruciare ogni anno 240mila tonnellate di rifiuti.

 

Ma i sindaci di Modena, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Castelfranco, Nonantola e Soliera, come garanti della salute dei propri cittadini, rivendicano subito il loro «apporto attivo al documento, visto che non ci siamo limitati — spiega Giorgio Pighi — a sottoscrivere le considerazioni tecniche di Arpa e Ausl, ma ci siamo spesi perché venissero fissati ‘paletti’ che andassero a tutelare ulteriormente le persone e l’ambiente. Innanzitutto con l’abbassamento delle soglie limite di emissione delle sostanze inquinanti, più severe anche rispetto alle normative base vigenti. E sempre con un concetto ben chiaro in testa. Ovvero che questo impianto faccia parte di una più ampia strategia di smaltimento, che punta anche ad aumentare la differenziata, dunque il riciclo, a ridurre la produzione pro-capite di rifiuti e a chiudere prima o poi tutte le discariche. Quindi il termovalorizzatore non è l’unico strumento cui affidarsi. Ci mancherebbe».

E tra le novità più tecniche spunta l’ufficialità sul tetto ai rifiuti speciali, 30mila tonnellate annue e 28% del totale, e sulla riduzione del 50% sui flussi di massa. Oltre al ‘no’ assoluto allo smaltimento di rifiuti ospedalieri a rischio infettivo e di materiali provenienti dalle vetture dismesse. «Abbiamo ottenuto — aggiunge Alberto Borghi, sindaco di Bomporto — anche un costante monitoraggio sulle emissioni. Gli studi effettuati finora hanno poi rilevato che l’inquinamento dei termovalorizzatori di ultima generazione rientra nel ‘rumore di fondo’ prodotto dalle fonti tradizionali di inquinamento. E questo la dice lunga sull’entità dell’impatto ambientale provocato dall’impianto, comunque necessario».

«Non c’è contrasto — conclude Pighi — tra la volontà di ridurre l’indifferenziato e quella di bruciare 240mila tonnellate l’anno anziché 180mila. In un’ottica di chiusura discariche e di futura intercettazione dei rifiuti della rete Aimag, nemmeno la quantità autorizzata basterà a soddisfare tutto il Modenese. Le nuove potenzialità dell’impianto, in sinergia con le altre strategie, servono dunque tutte. Altrimenti addio autosufficienza provinciale, alla quale puntiamo. Garantiamo, ad ogni modo, che non smaltiremo mai i rifiuti di altri territori. Salvo vere e proprie emergenze. Ma chi parla di un potenziamento per far guadagnare Hera, ha davvero sbagliato strada».

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Ancora una volta il Sindaco di Castelfranco si distingue per coraggio e difesa dei cittadini…come no !

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Aggiornamento

da L’Informazione

Gli azionisti Hera decidono e i Comuni eseguono

clicca qui

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Aggiornamento del  05/12/11

Vicino all’inceneritore c’è un maggior rischio di parti prematuri.

A dichiararlo ieri è stato il presidente regionale dell’Ordine dei medici Giancarlo Pizza, invitato, insieme ad altri esperti alla terza commissione ambiente del Comune dedicata agli effetti dell’inceneritore sulla salute.
«Negli ultimi quattro anni – ha spiegato il dottore – sono stato membro del comitato tecnico scientifico di Moniter, che ha lavorato gratuitamente.
Questo studio ha dimostrato che i nati pre-termine aumentano significativamente man mano ci si avvicina agli impianti di incenerimento».

Lo studio, com’è stato illustrato anche dalla responsabile del servizio di sanità pubblica regionale Paola Angelini, ha preso in considerazione sia gli effetti a lungo termine, che quelli a breve termine dei termovalorizzatori.
Per misurare gli effetti a breve termine è stato preso in considerazione l’impatto sulla salute da tre mesi prima del concepimento a dodici mesi dalla nascita, mentre per quanto gli effetti a lungo termine è stata presa in considerazione l’incidenza di tumori e l’aumento della mortalità.
Per il momento, sono stati resi noti solo gli effetti a breve termine, caratterizzati appunto da un aumento dei parti prematuri.
«Ci sarebbero anche i dati sui tumori, ma dato che la commissione scientifica è ancora al lavoro mi è stato proibito di divulgarli – ha spiegato Pizza – Ma l’Ordine dei medici è già stato convocato entro Natale per discutere dei risultati che emergeranno dallo studio, che saranno resi pubblici il 2 dicembre».
Lasciando intendere che, anche su questo fronte, si preannunciano novità poco rassicuranti.
Novità che giungono come un fulmine a ciel sereno nella nostra città, dove tutti gli altri studi epidemiologici fin qui condotti hanno sempre dato esito negativo.
Gli esperti che hanno lavorato sul nostro territorio hanno sempre detto che l’inceneritore non fa male alla salute: né dei bambini, né di tutti gli altri.
Il professor Marco Vinceti dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha curato uno studio sull’impatto dell’inceneritore in termine di aborti spontanei e malformazioni e ha concluso che non vi sono differenze significative dalla media.
Allo stesso modo il professor Massimo Federico, nel presentare i dati sugli studi del registro tumore alla commissione, ha dichiarato di non aver trovato, nei cittadini che vivono nei pressi dell’inceneritore incidenze particolari.
Quello che per ora invece Moniter pare certificare, com’è stato illustrato dalla responsabile del servizio sanitario regionale Paola Angelini, è che considerando 9.950 bambini nati dal 2003 al 2006 (il totale dei nati in Regione, meno quelli nati grazie a tecniche di riproduzione assistita) e prendendo in considerazione diversi parametri (il numero di gemelli, rapporto tra sessi, i nati pre termine e il basso peso alla nascita) il trend delle nascite pre-termine passa dal livello 1 al livello 5 man mano che ci si avvicina all’inceneritore.

BOOM!

Inceneritori, la Giunta smentita

dai suoi stessi esperti

 

clicca qui per visualizzare l’articolo – da Modena5stelle.it

 

clicca qui per andare alla pagina di Moniter (monitoraggio degli inceneritori del territorio “Emilia Romagna”)

clicca qui per le valutazioni del Comitato Scientifico di Moniter

 

 

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PAL: Il Movimento c’è !

 



Movimento Cinque Stelle
Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna


COMUNICATO STAMPA

7 Ottobre 2011

OSPEDALI DI CASTELFRANCO – FINALE EMILIA – PAVULLO

Favia: “Salviamo gli Ospedali, questo PAL è scellerato”

Raccolte oltre 4.000 firme contro la chiusura degli ospedali

 

“Il Piano Attuativo Locale, che prevede la concentrazione dei presidi sanitari in poche grandi strutture andrà ad incidere negativamente sulla vita della popolazione del modenese” – è convinto Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle – “A Castelfranco, Finale Emilia e Pavullo gli ospedali di prossimità saranno sacrificati sull’altare di Baggiovara e del Policlinico, un po’ come succederà al Sant’Anna di Ferrara nei confronti di Cona. Ma quando si parla di sanità non è possibile ragionare solo calcolatrice alla mano. E’ necessario capire anche le esigenze di trasporto della popolazione, la necessità di interventi urgenti, in cui un secondo può salvare o meno una vita… Secondo noi questo PAL andrebbe ridiscusso asoltando maggiormente la popolazione. Evidentemente non è stato fatto se è vero com’è vero che sono state raccolte oltre 4.000 firme contro la decisione” – conclude Favia – “e noi siamo pronti a portarle, proprio come facemmo per le 15.000 schede del referendum di Ferrara, davanti al Presidente Vasco Errani.”

 

Giovanni Favia

Consigliere Regionale Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Assemblea legislativa regionale

 

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Pullman 5 stelle

PARLAMENTO PULITO

      Il 10 settembre partiranno due pullman da Modena, direzione Roma, in occasione del presidio organizzato dal Movimento 5 stelle “Parlamento Pulito” e della manifestazione di due giorni indetta dal Popolo Viola, ribattezzata “Piazza Pulita”.
      Il Movimento 5 stelle, insieme a Beppe Grillo, sarà davanti al Parlamento per chiedere che sia immediatamente discussa la proposta di legge cosiddetta “Parlamento Pulito” in pubblica sessione; tale proposta riguarda le 350.000 firme raccolte nel 2007 durante il primo V-day.
      Le firme raccolte erano incentrate sulle seguenti richieste: nessun condannato in Parlamento, un massimo di due legislature, ripristino della preferenza diretta.
      Nonostante lo spropositato numero di firme raccolte (sette volte la quota da raggiungere affinchè il parlamento fosse obbligato a discuterne e votare), i cittadini firmatari sono stati ignorati per ben 4 anni!
      Ci aspettiamo, alla manifestazione, anche la partecipazione di quelle forze politiche che attualmente stanno raccogliendo le firme per un nuovo referendum sulla legge elettorale; questo partendo dal presupposto che una base di proposta sulla quale discutere è già disponibile: la legge Parlamento Pulito, appunto, le cui firme giacciono nel cassetto della Commissione Affari Costituzionali del Senato dal 2007.
      -Movimento 5 stelle Modena e Provincia-
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Giù le mani dal 25 Aprile – 1° Maggio e 2 Giugno

 

 

Da Emilia Romagna 5 Stelle

 

La Manovra finanziaria che dovrebbe togliere l’Italia dalle secche è ingiusta e inutile.
La Casta di questo Governo ha toccato veramente il fondo se pensa di risollevare le sorti dell’economia italiana abolendo di fatto tre festività laiche che fanno parte della cultura, della storia e della nostra sempre più malata Repubblica democratica. Il Governo Pdl-Lega ha pensato bene di sacrificare il 25 aprile (Festa della Liberazione dal nazifascismo), il 1 maggio (Festa del Lavoro) ed il 2 giugno (Festa della Repubblica) sull’altare della logica del PIL. Il problema è che questa è la stessa logica malata che ci ha portato alla rovina. E ora dovremmo riproporla? Che credibilità può avere un Ministro che pensa di risollevare l’economia facendo lavorare anche in questi tre giorni i cittadini, spostando le festività alla domenica della settimana? Quest’anno il 25 aprile cadeva a Pasquetta (quindi già festivo) e il 1 maggio cadeva di domenica, eppure non pare che i risultati economici siano stati tanto brillanti. O no?
E i geni dell’economia che hanno suggerito di sacrificare tre ponti sull’altare della produttività e della crescita (due parole abusate e travisate) hanno pensato che, se da un lato ci sono 3 giorni in più di lavoro, dall’altro ci saranno milioni e milioni di vacanzieri in meno? Hanno pensato all’indotto del turismo dei tre ponti, che di solito spostano fra i dieci e i venti milioni di cittadini che danno fiato all’economia? E’ chiaro che il saldo complessivo per il Paese, per la nostra povera Italia, sarà negativo anche solo dal mero punto di vista economico, senza dimenticare il danno morale inflitto ai lavoratori.
Ma c’è qualcosa di ancora più subdolo in queste scelte.
Si tenta di cancellare il ricordo di chi lottò e sacrificò la propria vita, sotto ogni colore politico, contro la dittatura nazifascista; si tenta di dare un colpo di spugna alla dignità del lavoro e alle lotte operaie; si tenta di far sbiadire il ricordo della vittoria del Referendum che fece diventare l’Italia una Repubblica. Questi tre pilastri dell’Italia di oggi, che tali devono rimanere anche nell’Italia di domani, verranno del tutto rimosse in poco tempo nella memoria collettiva.
Una operazione vergognosa sotto il profilo etico e culturale, oltre che fallimentare dal punto di vista economico.
Il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna si unisce quindi all’appello lanciato per salvare le festività del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno con tutto il carico di storia e di cultura che portano con sé.

Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

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Aggiornamento 09/2011

Le festività soppresse sono state ripristinate…

è già la seconda volta che la Marcegaglia prima e Berlusconi poi ci provano… cosa succederà alla terza ?

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Vita operaia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.

Quando un operaio muore non si fa più nemmeno il  decreto legge.

Quando un operaio è morto Topo Gigio Veltroni ha candidato gli industriali, “ma anche”
un sopravvissuto della Thyssen Krupp.

Quando un operaio muore i politici dicono che “Da noi manca la cultura delle regole”.

Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica ” soffre e auspica” in  televisione., poi torna a dormire.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.

Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.

Quando un operaio muore, oggi Bersani e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.

Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.

Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.

Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di
due ore.

Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.

Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva
licenziato subito perché precario.

Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.

Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.

Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli
incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.

Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.

Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato
sopra.

Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

 

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Testo Unico sul lavoro

 

 

 

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LE NOSTRE STELLE E GLI OBIETTIVI

 

 

Rifiuti

Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:

–  piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo “Meno 100 kg pro capite” con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.

– accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio;
– Aprire “Negozi del riciclo” ) in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato;
– per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti);
– raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana;
– realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni;
– costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia);
– costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave);
– costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata;
-creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili;
– per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining);
– chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori”.

 

 

LA PRODUZIONE TERMOELETTRICA

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38 per cento. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60 per cento. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97 per cento. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sull’Ambiente, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili:
– potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti
– incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi
– estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di microcogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
– incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla microcogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai chilowattora riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
– applicazione della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
– eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
– legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a questo
– incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
– incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

 

 

IL RISCALDAMENTO DEGLI AMBIENTI

Se fosse applicata la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile l’anno. In realtà se ne consumano di più.Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio al metro quadrato calpestabile l’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento di ambienti. La metà del consumo medio italiano. Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, al metro quadrato l’anno. Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 deve articolarsi nei seguenti punti:
– applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici;
– definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti;
– riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti;
– agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazione energetica col metodo “ESCO” (Energy ServiceCOmpany), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico;
– elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei;

 

 

TRASPORTI NEI COMUNI A CINQUE STELLE

Nel settore dei trasporti occorre intervenire sia a livello tecnico, incentivando lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti e meno inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo sviluppo dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati soprattutto nelle aree urbane fortemente congestionate.
Definizione di un piano di trasporti pubblici non inquinanti da parte di ogni Comune sia per l’area comunale che in riferimento ai collegamenti esterni al Comune.
Dotazione di una rete di piste ciclabili “sicure” che consenta di raggiungere i punti di maggior interesse pubblico, esempio scuole, ospedali, municipi, ecc
Istituzione di parcheggi comunali per le biciclette.
Introdurre la possibilità di parcheggiare le biciclette all’interno dei condomini.
Pedonalizzazione dei centri cittadini.
Trasporti di collegamento con tra l’area urbana e le aree disperse sul territorio, ad esempio nelle comunità montane.
Favorire con apposite convenzioni i servizi di car sharing e di bike sharing.
Definire un tempo di carico scarico delle merci nelle città in orari prefissati, ad esempio dalle 6.30 alle 7.30 del mattino.
Diminuzione delle tasse comunali, da definire da Comune a Comune, per chi non possiede un’auto privata.
Piano urbano per la mobilità dei disabili.
Finanziamenti a strutture private che operano nel trasporto dei disabili.
Forte inasprimento delle sanzioni e eventuale ritiro dell’auto per un periodo da tre a sei mesi per chi parcheggia sugli scivoli per i disabili.
Agevolazioni per l’insediamento di punti pubblici di telelavoro.
Navette pubbliche per il trasporto dei bambini a scuola.
Lo sviluppo di un trasporto pubblico con una forte valenza sociale è una importante fonte di riduzione dei consumi di fonti fossili e di impatto ambientale con ricadute sulla salute dei cittadini.

 

AMBIENTE –  Uso del territorio, edilizia, urbanistica

“Nell’ottica della decrescita la politica energetica va indirizzata prioritariamente verso la riduzione dei consumi, che per più del 50 per cento sono costituiti da echi e aumentare l’efficienza è il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, perché la diminuzione della domanda di energia:
– accresce il loro contributo percentuale alla soddisfazione del fabbisogno
– libera grandi quantità di denaro che può essere reinvestito nel loro acquisto.
Se il paradigma della crescita non viene messo in discussione, la politica energetica viene impostata sulla ricerca illusoria di fonti rinnovabili illimitate e pulite che siano in grado di sostituire la carenza crescente di fonti fossili, eliminando al contempo l’impatto ambientale che generano. Il contesto culturale di riferimento di questa impostazione è l’ossimoro dello sviluppo sostenibile. In questo contesto la riduzione dei consumi ha un ruolo accessorio e si limita per lo più a richiami moralistici sulla necessità del risparmio energetico ottenibile con comportamenti improntati alla sobrietà.

1. Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;
2. Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);
3. Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di:
– migliorare i microclimi urbani,
– aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo ’impermeabilizzazione dei suoli,
– potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento CO2;
4. Valutazione strategica dell’impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio;
5. Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riuso di materiali provenienti dalle demolizioni;
6. Recupero delle acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per sciacquoni e irrigazione;

7. Divieto di costruire parcheggi per edifici destinati ad attività lavorative, divieto totale di sosta nelle strade dei centri storici a eccezione dei residenti e destinazione agli stessi dei parcheggi sotterranei esistenti.
8. Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti
9.Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, possibilità di contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
10. Controllo periodico (almeno annuale) delle acque presenti nel territorio comunale (fiumi, torrenti, rogge, ecc) con la pubblicazione dei risultati”.

 

 

ACQUA

1. L’acqua deve rimanere pubblica
2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti;
8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale;
9. Promozione uso acqua potabile comunale;
10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento.

 

CONNETTIVITA’

1. Cittadinanza digitale a ogni residente;
2. Favorire l’Introduzione di ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso della Rete e, allo stesso tempo, pretendere la diffusione dell’ADSL;
3. Diffusione di punti Wi Fi nel territorio del Comune per una massima copertura, in particolare delle aree di maggior frequentazione;
4.Servizi comunali disponibili, ogni volta che questo sia possibile, via Internet;
5. Consigli comunali pubblici in diretta streaming via Internet;
6. Incentivare la creazione di aree di telelavoro;
7. Promuovere on line, con il concorso delle diverse aree produttive e di servizi, l’offerta presente nel Comune;
8. Punti di accesso alla Rete nei posti pubblici, ad esempio le biblioteche
9. Promuovere corsi di informatizzazione e Internet;
10. Dotare le scuole comunali di strutture per l’accesso a Internet (pc, stampanti, ecc.) da parte di studenti e insegnanti.

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18/10/2010: Il Movimento c’è !

Utilizziamo l’articolo di Francesco Monte  e Alessandra Consolazione e  li ringraziamo per l’attenzione riservataci.

 

Serata 5 stelle del 18/10/2010

  Dopo il successo delle regionali 2010 in Emilia Romagna, il Movimento 5 Stelle lanciato nel 2008 da Beppe Grillo arriva anche a Castelfranco. L’embrione del gruppo è stato presentato lunedì 18 ottobre nella sala congressi della biblioteca comunale, nel corso di una serata alla quale hanno partecipato il consigliere regionale del Movimento Andrea Defranceschi, , e i coordinatori locali Antonella Franchini e Giuseppe Guicciardi assieme al portavoce dell’area nord  Raffaele Ganzerli e quello dell’area Sud Giovanni dell’Orco ) con la gratuita sponsorizzazione dell’acqua del sindaco “S. Rubinetto”.

Presentazione del Movimento:  partendo dalla genesi nel primo Meet Up Modenese nel 2005, gruppo a-politico di discussione sul web che ha poi portato ai primi V-day ed alla promozione di raccolte di firme (milioni di firme che però giacciono a tutt’oggi in qualche cassetto del Parlamento a Roma ).

Dal Meet Up si è passati nel 2007 ad una struttura associativa che ci rendesse  riconoscibili giuridicamente  nei confronti delle Istituzioni  e successivamente nel 2008 alla costituzione di un gruppo attento alle tematiche politiche del territorio attraverso la nascita di una lista civiche certificata 5 stelle, che nel suo programma ha anteposto 5 temi preponderanti (le 5 stelle: ambiente, acqua, sviluppo, connettività e trasporti) da sviluppare in sinergia con i comitati zonali.

Alle amministrative del 2009 in Italia sono stati eletti 30 consiglieri del Movimento nelle 5 regioni in cui si sono presentate le nostre liste e, alle regionali, nel 2010, sono stati eletti in Emilia Romagna 2 consiglieri che, in un’assemblea regionale del Movimento hanno poi deliberato una novità assoluta a livello politico: la decurtazione del proprio stipendio mensile da 13 mila euro a 2.500 euro e il rifiuto dei rimborsi elettorali.

Sempre nel 2010, il Movimento ha sostenuto il Comitato per l’Acqua Pubblica, partecipando alla raccolta di oltre un milione di firme per i referendum contro la palese privatizzazione del servizio idrico).

Perché non ci siamo presentati a Castelfranco nel 2009 ? – Perché non eravamo ancora strutturati sul territorio e qui a Castelfranco c’era già una della lista “cave” alla quale non volevamo creare problemi.

Mancavamo di coordinamento con gli altri Comuni. Oggi non è più così, siamo in grado di portare avanti progetti e azioni in modo efficace e sinergico con gli altri gruppi 5 stelle del territorio e con i comitati che condividono le nostre tematiche, beneficiando della capacità di intervento dei due consiglieri in Regione”.

Una larga parentesi è stata dedicata al tema del riciclo dei rifiuti, promuovendo la visita al Centro Riciclo di Vedelago organizzata da Giovanni dell’Orco (il 23 ottobre 2010, nello stesso giorno in cui Hera – in contrapposizione – ha organizzato una visita all’inceneritore di Modena), evento al quale sono stati invitati assessori e sindaci della zona senza che però sia stata ottenuta da parte loro alcuna risposta o richiesta di maggiori informazioni.

Si è poi passati ai problemi locali: tra questi la realizzazione dell’impianto fotovoltaico a Castelfranco, per il quale, si dovrebbero ridiscutere le modalità di realizzazione per quanto riguarda gli investimenti e le ricadute economiche locali”.

Altra problematica appena accennata è stata quella dell’ospedale, con riferimento al libro di Tosi edito da La Carbonara.

Si è poi parlato della mobilità nel tratto Castelfranco-Modena: ogni giorno un lungo serpentone di lamiere vuote e sedili vuoti che intasano le strade. In risposta a ciò, è stato proiettato un filmato di presentazione di Jungo (www.jungo.it), un programma di “autostoppismo legalizzato” già in fase di realizzazione in Trentino. Jungo si fonda infatti sul principio di affidarsi allo spontaneo flusso del traffico quotidiano, permettendo sia agli autostoppisti che a chi presta il passaggio di viaggiare in sicurezza e sfruttare i posti liberi in automobile. E con un piccolo guadagno monetario.

Gli ultimi due temi locali, anche questi appena accennati, quelli delle cave e delle scuole.

Una ulteriore parentesi è stata dedicata all’obiettivo 20-20-20 riguardo alla politica europea sulle energie rinnovabili ed è seguito uno spezzone tratto da un servizio di Presa Diretta in cui si evidenziava la differenza di impegno della politica riguardo al questo tema fra Governo tedesco e Governo italiano. Impegno sicuramente nobile, ma Castelfranco Emilia non compariva da nessuna parte.

Il portavoce dell’area Nord Raffaele Ganzerli ha infine esposto le problematiche legate alla realizzazione di due centrali a biomassa nella zona dell’ex zuccherificio di Finale Emilia e dell’autostrada Cispadana che vorrebbe collegare la bassa reggiana da Reggiolo fino a Ferrara. Anche qui un ennesimo timido accenno alla stretta realtà castelfranchese: la realizzazione di tale autostrada potrebbe portare ad un ulteriore sfruttamento delle cave locali.

Molte quindi le tematiche affrontate in questo primo incontro, c’è la volontà di formare un collettivo in rete (e non solo nella rete virtuale).  La direttrice è la politica in mano alla gente, alla gente che propone idee, che presenta le problematiche, che “istruisce” e plasma la materia grezza di questo Movimento che poi compirà i dovuti primi passi, forte dei due consiglieri regionali e su quei cardini delle “5 stelle” da cui sviluppare le interazioni auspicate.

Peculiarità di questo gruppo in formazione è comunque il sapiente utilizzo dei mezzi di comunicazione ed in particolare le piattaforme internet, da Google Wave a You Tube, da Facebook a Twitter: “ L’unica informazione garantita e che non subisce filtri è quella su internet. E’ per questo che diventa importante il discorso della connettività a livello nazionale”. Internet = trasparenza e partecipazione.

Si cerca dunque la collaborazione di chiunque abbia idee… “anche semplici, purché si abbia voglia di cambiare e DI FARE”, come ha detto il consigliere regionale Defranceschi ribadendo l’invito a cooperare per costruire una fabbrica del futuro sostenibile, a Castelfranco, perché “I cittadini si devono svegliare. Il decennio dei reality show è terminato. Il cittadino deve diventare protagonista e imporsi in questo mondo usa e getta, uscendo dal ruolo passivo e produrre idee per migliorare le condizioni socio-ambientali che sono via via diventate sempre più critiche”.

Dopo questo primo “lancio”, il neo-Movimento 5 Stelle di Castelfranco Emilia si propone di organizzare assemblee a partecipazione libera con cadenza periodica, che possano portare alla maturazione di questa ancora giovane creatura.

 

 

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Il MoVimento sbarca a Castelfranco!


Lunedì 18 ottobre alle ore 21, nella sala congressi “Gabriella Degli Esposti” della biblioteca comunale di Castelfranco Emilia, in piazza Liberazione 5, il Movimento 5 stelle di Modena e provincia presenta il nuovo gruppo di Castelfranco.

La serata di libera partecipazione sarà introdotta dai coordinatori locali Giuseppe Guicciardi e Antonella Franchini, con la presenza del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Defranceschi.

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