1.700.000 mc di cave, a che prezzo? …una mezza rotonda?

CaveIl Movimento 5 Stelle di Castelfranco vuole esprimere la più completa contrarietà e la più ferma opposizione allo sciagurato accordo a cui ha dovuto assistere in occasione delle sedute della Commissione Consiliare “Politiche del territorio e degli interventi tecnici” del 25 Luglio 2013 e del Consiglio Comunale del 31 Luglio 2013, durante le quali si è discusso e approvato, con i soli voti della maggioranza del PD, lo schema di accordo per lo svolgimento dell’attività estrattiva nel polo n. 12 denominato California.
Chiarissime sono state le scelte politiche di questa amministrazione in tema di tutela del territorio e dell’ambiente….ed evitiamo di entrare nel merito dei dettagli tecnici, che peraltro lasciano molti dubbi, come ad esempio la descrizione dei controlli da effettuarsi sulla distanza del piano di scavi dalla soglia di falda acquifera, che vengono lasciati completamente in mano ai cavatori stessi, con possibilità di verifica da parte dell’amministrazione solo molti giorni dopo le rilevazioni…
Rimane per noi assolutamente incomprensibile la volontà di continuare a permettere lo scempio di un territorio agricolo  fertile da considerarsi bene comune di tutta la collettività, continuando a perseguire gli obiettivi di un PIAE provinciale  ( approvato guarda caso dalla maggioranza sempre PD), che non è mai stato rivisto dal 2009 ad oggi nonostante le mutate condizioni socio economiche della nostra provincia e dell’Italia intera, la crisi profonda del settore dell’edilizia e non per ultimo il grave terremoto del Maggio 2012.
Tutto questo in cambio di cosa? Calcolati gli oneri ordinari pagati dai cavatori a fronte dei costi che dovrà sostenere l’amministrazione per i controlli e la gestione, il risultato, come indicato nel bilancio pluriennale di previsione, sarà a SALDO ZERO!
Nonostante l’esistenza anche di oneri straordinari, sempre pagati dai cavatori, tali entrate andranno a coprire metà del costo di realizzazione di una misera “ rotonda” che doveva peraltro, essere già realizzata quale opera compensativa, come da piano estrattivo precedente.
A questo punto crediamo proprio inconcepibile una tale violenza del territorio, per un ritorno per la collettività pressoché nullo, non capiamo quale interesse e opportunità possano esistere per i cittadini, se non meri interessi economici dei cavatori.
Altrettanto preoccupante è anche pensare che, guarda caso, a distanza di meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative, una volta sottoscritto questo accordo con i cavatori, questo risulterà vincolante anche per le amministrazioni future.
Noi cercheremo di fare tutto il possibile, per ora da semplici cittadini, ma in un futuro ormai vicino con un ruolo attivo all’interno dell’amministrazione, per bloccare in tutti i modi legali possibili questo scellerato accordo. Rimarchiamo ancora una volta la nostra ferma posizione di tutela e salvaguardia del territorio naturale ed agricolo, evitando in tutti i modi il consumo irragionevole di suolo a discapito della qualità e della tutela della salute collettiva.

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Pubblicato il 16 agosto 2013 su Informazione/Stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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