Castelfranco Emilia

Lunedì 28/05/12 ore 20.45

Saletta Don Ferdinando Casagrande

(dalla parte opposta dell’ingresso della nuova biblioteca comunale)

 

 

Assemblea aperta a tutti quelli che hanno voglia di conoscerci e a quelli che hanno voglia di darsi da fare per cambiare le regole del gioco

 

 

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Il Movimento 5 stelle di Modena e provincia si esprime sull’accordo usl/medici di famiglia.

Si  specula sulle malattie per risparmiare sui farmaci.

I medici di famiglia modenesi ricevono incentivi dall’Ausl se dimostrano all’azienda sanitaria di avere prescritto meno farmaci ai malati, di avere sostituito farmaci più costosi con altri meno costosi, di aver prescritto i più economici farmaci generici e meno esami di laboratorio e/o indagini specialistiche.

È questa il sunto dell’accordo aziendale firmato nel 2011 tra l’Ausl, la Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale, dai sindacati Snami e Smi, ma non dal Simet, accordo valido per il triennio 2011-2013.

Dovrebbe mediare tra il diritto di ogni cittadino di ricevere le cure migliori e l’esigenza di contenimento della spesa pubblica sanitaria.

Dalle tabelle sui compensi emerge però che il medico incassa di più via via che prescrive di meno o sostituisce farmaci in uso con altri meno costosi.

Siamo oltremodo convinti che il medico deve continuare ad agire  secondo scienza e coscienza e non ispirarsi a esigenze d’altra natura…..tanto più se l’ispirazione è incentivata da un compenso.

 

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Dal 02/04/2012 al 17/07/2012 nel Comune di Castelfranco Emilia, presso l’ufficio “protocollo” del Municipio  – Piazza della Vittoria n. 8,  i residenti potranno recarsi per sottoscrivere l’Iniziativa nei seguenti orari:

dal lunedi al sabato dalle 8:30 alle 12:30

giovedì pomeriggio dalle 14:30 alle 17:00;

(primo piano, dopo il banco informazioni, seconda porta a destra)

 

 

 

 

A Castelfranco  parte la raccolta firme per “Quorum zero”

Iniziativa denominata “Quorum zero e più democrazia” per presentare una proposta di Legge Popolare, depositata dall’omonimo comitato (composto dai 4 portavoce: Paolo Michelotto, Dario Rinco, Gianni Ceri e Enrico Pistelli).

La campagna di raccolta firme necessarie per la presentazione della proposta di legge (50.000), prende così il via anche a Castelfranco come in altre città d’Italia e terminerà a luglio.

Scopo dell’iniziativa è la presentazione alle Camere di una proposta di legge volta ad abolire il quorum del 50%+ 1 attualmente necessario per la validità dei referendum.

In tal modo quando in futuro venissero presentati nuovi referendum popolari, con risultato favorevole o meno, qualora la legge venisse discussa e approvata dalle Camere, l’esito dei referendum stessi, sarebbe comunque valido indipendentemente dal numero dei votanti.

Questo costituirebbe un importantissimo strumento di democrazia diretta che avvicinerebbe il nostro paese al modello svizzero.

Per informazioni maggiori:

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/

L’iniziativa è naturalmente aperta all’adesione di altri attori della società civile, comitati, associazioni che volessero partecipare alla promozione della campagna ed a tutti i cittadini che volessero contribuire, indipendentemente dal contesto politico di appartenenza.


Per info scrivere a antofranchini@hotmail.com

 

 

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Proiezione del documentario inchiesta sull’edilizia modenese “Modena al cubo”

Martedì 13/12/11  ore 21.00

Sala Curie – Villaggio Giardino – Modena

 

 

 

 

Modena³ (Modena al cubo) è un documentario inchiesta sulla questione urbanistica modenese che da qualche anno è al centro di accese polemiche. Partendo dal documento Modena Futura, scritto dall’assessore Daniele Sitta, comincia un viaggio tra i cantieri e i palazzi della città, toccando tutti i nervi scoperti di questa vicenda e andando ad indagare le relazioni tra Pubblica Amministrazione e i cosiddetti “poteri forti”. (qui il sito)

 

 

 

 

 

 

clicca su link a Youtube

 

clicca su Gazzetta di Modena del 10/09/11  con le considerazioni del regista.

 

clicca su Il fatto Quotidiano del 13/10/11

 

clicca qui per l’ Intervista ad Emilio Salemme – Presidente della Consulta Ambientale di Modena

 

  ****

Aggiornamento del 26/03/2012 da Modenatoday.it

 

Modena³, Veronesi: “Pighi ha querelato su un sentito dire”

“Alla prima del 9 ottobre scorso Pighi era assente, quindi qualcuno gli ha riferito in modo errato un refuso contenuto nel documentario”. Così Gabriele Veronesi, il giornalista documentarista querelato nei giorni scorsi a titolo personale dal Sindaco di Modena Giorgio Pighi per un passaggio ritenuto “diffamatorio” nella pellicola Modena³. “Pighi ha fatto querela su un sentito dire”, ha aggiunto il giornalista. Stando a quanto raccontato dallo stesso Veronesi e dai suoi legali, gli avvocati Mario Marchiò e Gianluca Scalera, il passaggio incriminato è stato il risultato di un errore di ricostruzione da parte dello stesso giornalista che, tra l’altro, resosi conto dell’inesattezza pronunciata, il giorno successivo alla prima ha provveduto a rimuovere il segmento.

SCAMBIO DI PERSONA? NO, COOPERATIVA - Per un refuso, riportato da una telefonata effettuata da un soggetto non meglio precisato allo stesso Veronesi, nel documentario proiettato al “Teatro Tempio” si è verificato a tutti gli effetti uno “scambio di cooperative”. Nel passaggio incriminato, Veronesi ha lasciato intendere che Pighi, all’epoca di Tangentopoli, avesse difeso in un processo per corruzione la cooperativa Cmb. Ma l’errore, molto più sottile, è il seguente: nel video veniva spiegato come Pighi avesse assistito William Braga (vero), e che quest’ultimo fosse il presidente della Cmb (falso). Braga, invece, era presidente della Cooperativa muratori di Mirandola, anch’essa coinvolta in un processo, e difesa (questa sì) da Pighi. “Qui – ha chiarito Veronesi – non si tratta di falsità senza fondamento come detto da Pighi, ma di un errore di ricostruzione che, il giorno dopo la proiezione, ho provveduto a rimuovere”.

SMENTITE INCROCIATE - “Contestualmente alle smentite da parte di Cmb Carpi e del Sindaco giunte l’11 ottobre – ha aggiunto Veronesi – mi sono limitato a riferire mezzo stampa che Braga, nelle vicende sopra riportate, aveva quale difensore di fiducia Giorgio Pighi“. Per Veronesi, la smentita fatta dal presidente Cmb Carlo Zini è vera solo in parte: “Sì, è vero che il legale rappresentante della cooperativa all’epoca, Cesare Rinaldi, venne assolto con formula piena su richiesta del pool, ma è altrettanto vero che altri manager della Cmb chiesero e ottennero il patteggiamento della pena (caso delle metropolitane milanesi)”. In conclusione, vero che Pighi ha difeso la Coop Muratori e non la Cmb e “questo – come ha detto l’avv. Marchiò – non ci sembra un fatto offensivo. Non sono stati fatti commenti dietrologici o insinuazioni di alcun tipo, ma si trattava di un riferimento alle cooperative il cui intervento massiccio in sede di edilizia modenese era il tema principale del film”.

MISTERO SMARRIMENTO - “La vicenda ha assunto toni molto inquietanti – ha sottolineato l’avvocato Marchiò – Abbiamo paura che la denuncia nasca dal nulla. Siamo convinti – ha concluso il legale – che la cosa sfumerà, gli estremi del reato secondo me non ci sono”. Giorgio Pighi ha presentato denuncia al Tribunale di Mantova e ha chiesto il sequestro del “file informatico” proiettato al Teatro Tempio: ma, misteriosamente, questo filmato è scomparso. “Nel marasma generale della prima – ha spiegato il giornalista – fra la distribuzione di volantini e altro materiale per la promozione del documentario, è andato smarrito il dvd utilizzato per la proiezione. A nostra disposizione, c’è il brogliaccio (il testo enunciato dal narratore durante il documentario)”. Veronesi non vuole certo passare per uno che occulta le prove: “Chiaramente la cosa va anche a mio svantaggio, ho un elemento in meno a mia difesa.

 

 PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ 

Alla conferenza stampa organizzata da Veronesi e dai suoi legali, hanno preso parte amici del giornalista ed esponenti dell’Idv e del Movimento 5 Stelle, in testa Gabriele Grotti, promotore dell’iniziativa di solidarietà sul web “Siamo tutti Gabriele Veronesi”. Lo stesso giornalista si è detto rincuorato per questa mobilitazione: Ho visto cosa sta succedendo su Facebook  e la cosa mi ha fatto piacere – ha riferito Veronesi – Questa solidarità la rigiro ai giornalisti, soprattutto precari, che costantemente si ritrovano in queste situazioni non ricevendo questo clamore e questa visibilità”. Ad oggi, Veronesi non ha ricevuto sostegno e solidarietà da alcun organo di rappresentanza dei giornalisti.

 

 

 

 

 

 

 

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“Gli insegnanti di ruolo sono insufficienti a garantire l’apertura di tutte le sezioni di scuole dell’infanzia comunali del territorio della Regione per un insieme di ragioni: il Patto di Stabilità, che impone di reintegrare fino ad un massimo del 20% degli insegnanti che vanno in pensione, e il divieto di assunzioni a tempo indeterminato: l’educazione per i nidi non sarebbe garantita.”

E’ in questo contesto che molti comuni si stanno attrezzando cercando la soluzione nelle esternalizzazioni, affidando a privati la gestione del corpo insegnanti – con quel che ne consegue dal punto di vista dei lavoratori: molti insegnanti si ritrovano senza il posto di lavoro, con la conseguente gravissima interruzione della carriera professionale e la perdita del punteggio annuale fondamentale per maturare scatti nelle graduatorie. Ma, mentre il contratto degli educatori assunti dal Comune prevede fino a 200 ore l’anno di rapporto non frontale con i bambini (sono ore di formazione) quello dei lavoratori delle cooperative – che gestirebbero le scuole esternalizzate – ne concede 70, al massimo 90. Inoltre ci sarebbero altri svantaggi dal punto di vista retributivo perché nel privato sociale i lavoratori, pur essendo assunti a tempo indeterminato, vengono pagati solo nei mesi in cui il servizio è attivo e con retribuzioni nettamente inferiori a quelle del datore di lavoro pubblico: circa 900 euro mensili. La situazione sta prendendo questa piega anche nel Comune di Modena dopo quello di Ferrara. Strane le pressioni esercitate a mezzo stampa da Legacoop Modena, con frasi del tipo ‘”…Legacoop Modena sollecita l’Amministrazione a scelte più coraggiose in materia di esternalizzazioni e di modifica del Patto di Stabilità … – … Nella difficile quadratura dei conti con cui il Comune è alle prese, attraverso tagli alle spese e aumento delle entrate, siamo quanto mai convinti che esistano strade finora non praticate, o ad oggi solo “accennate”, che porterebbero un significativo contributo al bilancio comunale“, “…In proposito, Ancst/Legacoop ripropone di neutralizzare l’Iva in caso di esternalizzazioni di attività prima gestite direttamente dal soggetto pubblico per evitare un aggravio di costi per il committente che decida di affidarsi all’esterno piuttosto che gestire direttamente…’
Non è certo normale. Secondo noi ragionare in maniera prettamente economica sull’educazione dei più piccoli è sbagliato, così come lo è affidare a cooperative esterne l’insegnamento. Nell’interrogazione che abbiamo protocollato chiediamo alla Giunta di farsi garante dei diritti costituzionali all’educazione, e se ritenga legittimo che si utilizzi questo, che pare quasi un sotterfugio, delle esternalizzazioni per pagare meno i lavoratori che svolgono la stessa mansione degli insegnanti di ruolo

***

 

Interrogazione: 

 

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  Aggiornamento

Esternalizzazione Scuole

Favia: “Fondazione sì, ma controlli altissimi
Evitare un trattamento differenziato fra dipendenti”

“Accogliamo con favore l’inversione a ‘U’ sul tema delle esternalizzazioni dei servizi educativi, con particolare riferimento alla zona di Modena” – esordisce Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, che ricorda – “Avevamo già stigmatizzato qualche settimana fa la strana fretta di procedere a tali pratiche, secondo noi lesive della qualità dell’educazione e della condizione dei lavoratori, evidenziando anche le indebite pressioni da parte di Legacoop. Ora l’idea della Fondazione può essere accolta con favore” – dice Favia – “a patto che questo non sia solo uno stratagemma per dare alla stessa scatola un nome diverso. Ricorrere all’esternalizzazione può avere senso se serve a derogare il patto di stabilità. Ma occorre stare molto attenti, perché che si tratti di cooperative o fondazione c’è sempre il rischio che cambi il nome ma la sostanza rimanga la stessa. E’ difficile infatti spiegare come possa una fondazione fornire gli stessi servizi educativi su cui oggi la città può contare, ma a costi più bassi rispetto a quelli sostenuti dall’amministrazione comunale. Se non, e qui viene il punto sul quale esercitare i controlli, facendo ricadere il risparmio sul costo del personale. Non vorremmo” – specifica Favia – “presenza nella scuola di dipendenti di serie A, quelli pubblici dei comuni pagati con un salario dignitoso, e dipendenti di serie B, a libro paga delle operative sociali con salari bassi e meno ore di formazione, costretti anche a grande flessibilità di orari. A rimetterci potrebbero essere le famiglie, che potrebbero veder decadere la qualità del servizio. Un lavoratore malpagato e senza diritti non solo non garantisce una buona qualità, ma crea nuovi bisogni per il welfare, traducendosi in un costo aggiuntivo. Vogliamo quindi prima” – conclude il Consigliere Regionale – “vedere lo statuto e i dettagli del progetto.”

GIOVANNI FAVIA
Consigliere
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

 

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Comunicato stampa

 

 

 Interrogazione

 

 

 

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Aggiornamento

 

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 M5S:PAL SENZA EMERGENZA NOTTURNA IN 3 COMUNI

 

FAVIA: NON IGNORARE 5.000 FIRME CASTELFRANCO, PAVULLO E FINALE

 

(AGENZIA DIRE) Bologna, 21 feb. -

 

Riattivare presidi di emergenza urgenza anche di notte a Castelfranco, Pavullo e Finale Emilia. Una falla nel Pal modenese contro cui i locali comitati cittadini hanno raccolto 5.000 firme, 4.000 a Castelfranco e 1.000 a Finale. Lo chiede in un’interrogazione alla giunta regionale Giovanni Favia del movimento 5 stelle, che ricorda che “tra i principi chiave del Pal c’e’ il potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio e non la mera sostituzione o soppressione”.
“A Castelfranco, Finale Emilia e Pavullo gli ospedali di prossimita’ saranno sacrificati sull’altare di Baggiovara e del Policlinico, un po’ come succedera’ al Sant’Anna di Ferrara nei confronti di Cona. Ma quando si parla di sanita’- conclude il grillino- non e’ possibile ragionare solo calcolatrice alla mano”.

 

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Il 3 e 4 marzo a Rimini, si svolgerà  l’Incontro dei Cittadini a 5 Stelle!

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Tutti i gruppi 5 Stelle sono invitati a partecipare. Sarà un grande laboratorio di idee, proposte e conoscenze reciproche, nel rispetto del Non-Statuto e all’insegna del nostro motto “UNO vale UNO”.

Iscriviti (C’è tempo al massimo fino al 15 febbraio!) . Clicca qui

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MoVimento 5 Stelle

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Taglio di un insegnante su due.

 

Da Roma parte il ricorso collettivo!

 

 

Nonostante il quadro normativo nazionale e internazionale parli chiaro, le ore destinate alla formazione degli alunni disabili sono sempre meno. E’ per questo che il Coordinamento dei genitori della Capitale ha deciso di agire per vie legali per garantire anche ai bambini speciali il diritto allo studio… “speriamo che anche altre città seguano l’esempio.”

Difendere il diritto allo studio dei bambini disabili, quelli che vengono penalizzati due volte, se nelle classi non ci sono gli insegnanti di sostegno. E’ per questo che il Coordinamento scuole elementari di Roma ha deciso di lanciare una proposta di un ricorso collettivo contro la riduzione in organico di questo tipo di docenti.

Nella scuola elementare, “quella che un tempo – sottolinea Bruna Sferra, docente della scuola Principe di Piemonte di Roma – era il fiore all’occhiello della scuola pubblica italiana, preso a modello da tutta Europa”, ai bambini diversamente abili viene tolta ogni possibilità.

Un’ingiustizia inaccettabile per un gruppo di genitori, insegnanti e assistenti scolastici, che un anno fa si è organizzato nel Coordinamento scuole elementari di Roma (che rappresenta oltre sessanta scuole della Capitale). Nonostante la legge sia dalla loro parte, il diritto allo studio di questi scolari speciali è costantemente disatteso. Sia la Corte Costituzionale nella sentenza 80 del febbraio 2010 sanciva l’illegittimità di fissare un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno, sia la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata dalle Nazioni Unite, sosteneva il diritto all’istruzione e ad un percorso formativo di qualità anche per i bambini diversamente abili.

Eppure nelle scuole della Capitale la situazione è molto diversa: “Ad oggi – ricorda Domenico Montuori, direttore amministrativo della scuola Pietro Maffi e portavoce del coordinamento – il rapporto è di uno a tre (un insegnante di sostegno ogni tre studenti bisognosi) e talvolta arriva anche a uno a quattro”. I decreti, le circolari ministeriali e soprattutto la sentenza della Corte suprema prevedono però un rapporto massimo di uno a due. L’ unico modo, per i genitori di vedere riconosciuto ai propri figli questo diritto, è quello di procedere per vie legali. “Non tutti però – fa notare Bruna Sferra – hanno le possibilità o gli strumenti per farlo”. E’ per questo motivo che, dopo aver più volte presidiato davanti al ministero dell’Istruzione, il Coordinamento propone adesso un ricorso collettivo: un avvocato analizzerà ogni singolo caso, segnalato dai genitori (fino ad oggi sono circa dieci, “ma stanno aumentando”, assicura Bruna Sferra); tutti insieme confluiranno poi in un unico maxi ricorso, che sarà presentato entro gennaio 2012. “Il primo passo da compiere per i genitori, e anche quello più urgente (c’è tempo fino alla fine di dicembre) – spiega in una nota il coordinamento – è quello di richiedere, nelle segreterie delle scuole di appartenenza, l’accesso agli atti”. Il modulo è scaricabile da http://www.coselementariroma.it/  .

 In questo modo si potrà fare una sorta di visura sull’organico dei docenti di sostegno e sulla loro distribuzione. Successivamente, ciascun genitore dovrà presentare la documentazione che certifica il diritto del proprio bambino ad avere l’insegnante di sostegno per un numero necessario di ore: a seconda della gravità del deficit, al bambino viene assegnato un codice. A questo corrisponde un numero preciso delle ore di sostegno di cui necessita il bambino. Fino ad un massimo di 22 ore settimanali, quasi mai riconosciute: Milo, ad esempio, un bambino di nove anni, affetto da microcefalia vera ed epilessia, secondo la diagnosi funzionale della Asl, avrebbe bisogno della sua insegnante di sostegno per tutte le 22 ore alla settimana. “Invece – accusa Melissa, sua madre, ne ha soltanto la metà”.

Ma la mancanza di ore di sostegno ricade sull’intera comunità scolastica: questo tipo di docenti sonouna risorsa per l’intera classe. Per questo, tutti i genitori (anche quelli dei bambini cosiddetti normodotati) potranno partecipare al ricorso.

Scongiurare dunque il rischio di arrivare, cosi come avviene già in altri Paesi, ad una distinzione tra scuole per normodotati e scuole per bambini speciali. L’impressione infatti è che, con i tagli anche da parte delle amministrazioni comunali sugli Aec (Assistenti educativi culturali), cioè il personale specializzato nel seguire il bambino nella sfera dell’autonomia (igiene personale, alimentazione, ecc…), si stia andando proprio in tale direzione.
 

***

 

Aggiornamento

 
Anche a Modena hanno iniziato la raccolta firme.

Tagliare la metà dei contratti a tempo determinato, come vuole la Legge di stabilità, per il Comune di Modena potrebbe voler dire “mettere a rischio il 52% dei servizi educativi per la fascia 0-6 anni”. Lo sostiene il Coordinamento consigli dei nidi e delle scuole dell’infanzia di Modena, che ha dato il via a una mobilitazione dei genitori per scongiurare l’effetto di questo provvedimento (sono già state raccolte 2.054 firme in cinque giorni).

A partire dal 1 gennaio, infatti, è entrato  in vigore il limite che impone a Regioni, Province, Ausl e Comuni la riduzione del 50% della quota di contratti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata a e continuativa che possono essere attivati.

Per queste motivazioni, nelle scuole dell’infanzia e nei nidi comunali della città, è partita la raccolta firme in calce a una lettera che sarà inviata al sindaco di Modena, Giorgio Pighi, al presidente della Regione, Vasco Errani, al presidente dell’Anci Graziano Delrio, e a tutti i parlamentari modenesi.

 

 

 

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Considerazioni raccolte sui blog:

 

La realizzazione dei tre impianti fotovoltaici è la più grande opera mai realizzata dal Comune di Castelfranco Emilia. Dovrebbe garantire entrate supplementari per sopperire alla crisi aggravata dal famoso “patto di stabilità”.

A marzo, sul “giornalino del Comune”  si annunciava  l’avvio degli impianti,  in realtà allacciati solo successivamente (forse a luglio) ma certamente non ancora collaudati ad oggi (forse entro la prossima primavera dicono). Ovviamente anche a Castelfranco, l’ inaugurazione in “pompa Magna” è stata solo un operazione di facciata fine a se stessa  ma la verità è che le date di partenza ufficiali sono state ad oggi ben 4 dal 2010… fa parte di una serie di atti indecenti che una responsabile  amministrazione della cosa pubblica dovrebbe evitare !!!

Ad oggi  le spese sono di gran lunga superiori alle entrate e se si è riusciti a “sbloccare” fondi per investimenti è solo perché abbiamo ancora iniziato a pagare le rate del leasing la cui decorrenza è subordinata al famoso collaudo a divenire….

Scoop:

Risale a qualche giorno fa la notizia di un furto avvenuto nella notte tra il 21 e 22 novembre scorsi di circa 80 pannelli nel campo di Via Isonzo ( circa 100 mq) ; si è appreso del furto solo dagli organi di stampa; ci si chiede il perché di tale silenzio….

Chiarisce in parte, successivamente il Sindaco (chiarisce ??) che comunica che i pannelli sono stati immediatamente recuperati…(infatti i ladri si sono “infossati” nel darsi alla fuga dal campo agricolo e sono poi dovuti scappare a piedi abbandonando la refurtiva….  pressati da carabinieri e vigilanza).

Dubbi:

Se i pannelli fotovoltaici devono essere rimontati vuol dire che prima erano stati smontati e quindi il furto (ex art. 624 del Codice Penale) c’è stato e non si tratta di un tentativo.

Se gli impianti fotovoltaici sono ancora in carico alla ditta esecutrice perché non collaudati, ma allora producono o no ( previsti 361.000 euro di entrate per il 2011 ci sono stati) ?

Chi guadagna dalla vendita dell’eventuale energia prodotta? Ma perché in consiglio comunale non è stata data risposta (con un monosillabo) ad una semplice domanda? (l’Assessore Sabattini non ha fornito risposta)

Chi ci rimette dalla perdita dell’energia non prodotta in questo periodo ?

Ma quando potremo avere l’onore di trovare un’amministrazione che ci informi di tutto questo ?

 

Finale:

Dopo tutti i tagli e i rincari che vengono quotidianamente propinati ai cittadini , il minimo che gli stessi si aspettano di ricevere è la conoscenza delle problematiche che, ancora una volta li riguarda e li riguarderà almeno per i prossimi venti/trent’anni… a giudicare dal costo previsto … sempre che non arrivi una ulteriore banda, meglio organizzata (e probabilmente non è così difficile ) che asporti agevolmente tutti i  pannelli  ( installati, a nostro avviso  anche scriteriatamente, ad altezza d’uomo).

 

***

Aggiornamento del 31/12/2011

Stop ai pannelli sui terreni agricoli

 

Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, è stato categorico. «Sulle energie rinnovabili in agricoltura – ha detto – serve una immediata inversione di tendenza, distinguendo tra le iniziative buone e quelle che non lo sono». E nel mirino è finito il fotovoltaico .

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