REFERENDU COSTITUZIONALE #IODICONO

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ASSEMBLEA GENERALE

assembleagenerale10-2016

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Sostegno agli operatori della Polizia Municipale

stemma_vigili_54_15037Anche il MoVimento 5 stelle si affianca alle proteste degli operatori di polizia municipale per il mancato incremento dell’organico, nonostante questo risulti da anni insufficiente al minimo necessario per coprire tutto il nostro territorio e come invece previsto dalle norme regionali.

Mentre si nota che, da una parte l’Amministrazione ha trovato le risorse per assumere nuovi e ben retribuiti Dirigenti, non si può certo non notare che non viene prestata la stessa attenzione per sanare una situazione di forte disagio e necessità di ulteriore organico, come quella denunciata negli ultimi giorni dagli operatori della nostra città.

La vertenza, che riguarda la prevista nuova organizzazione del servizio, si riferisce infatti alla volontà, da parte dell’amministrazione, di aumentare il personale di una sola unità a fronte però di una nuova turnazione dell’orario di lavoro non compatibile con la carente dotazione organica del Corpo.

 

Dal comunicato diramato dai sindacati della polizia municipale si apprende infatti che, dalla Prefettura di Modena, era stata avanzata la proposta di assumere almeno tre unità, pur se a tempo determinato, standard al di sotto del quale ogni altro espediente proposto non servirebbe a migliorare la situazione.

Prontamente gli stessi sindacati fanno poi riferimento invece alle risorse, che in questo caso l’amministrazione ha individuato per assumere un nuovo “ capo ufficio stampa” e si domandano quali in effetti siano le priorità dei cittadini; era proprio necessario optare per questa scelta a discapito del presidio del territorio, dopo oltretutto aver tanto sbandierato le difficoltà in cui versano le amministrazioni locali negli ultimi tempi?

Noi d’altro canto, dobbiamo poi purtroppo constatare che, nonostante il nostro accesso agli atti di qualche mese fa relativo alle premialità a favore del personale e alle progettualità dei settori, che si intendono mettere in campo per il comune di Castelfranco, ad oggi nessuna risposta ufficiale ci è pervenuta, da nessun ufficio.

Pare si tratti di un lavoro lungo e problematico da portare avanti da parte dei dirigenti responsabili e quindi non sarebbe ad oggi, Settembre 2016, ancora stato elaborato il piano delle progettualità per l’anno in corso (e qui ci sarebbe da aprire un capitolo specifico in quanto non capiamo proprio come si possa elaborare un piano progettuale solo a fine anno, come già avvenuto tra l’altro l’anno scorso)

In sostanza il personale (compreso quindi la polizia municipale) non ha ancora saputo quali erano i progetti che lo hanno coinvolto nell’anno, e che saranno oggetto di valutazione; un modo di progettare che troviamo veramente particolare…

Ci auguriamo che le trattative vengano riprese al più presto, per il bene dei cittadini e per il rispetto del lavoro che quotidianamente viene svolto dalla polizia municipale che, ci preme ricordare, a titolo esemplificativo e non esaustivo comprende: controllo della mobilità e sicurezza stradale, tutela della libertà di impresa e tutela del consumatore, comprensiva almeno delle attività di polizia amministrativa commerciale, tutela della qualità urbana e rurale, comprensiva delle attività di polizia edilizia, tutela della vivibilità e della sicurezza urbana e rurale, comprensiva delle attività di polizia giudiziaria, supporto nelle attività di controllo spettanti agli organi di vigilanza preposti alla verifica della sicurezza e regolarità del lavoro, controllo relativo ai tributi locali secondo quanto previsto dai rispettivi regolamenti, soccorso in caso di calamità, catastrofi ed altri eventi che richiedano interventi di protezione civile.

(Sotto il volantino delle forze sindacali)

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Estensione cassonetti a calotta: una scelta miope e assolutamente sbagliata!

cassonetti-San-NicolaApprendiamo dalla stampa il perfezionarsi del crono-programma relativo all’estensione su tutto il territorio del Comune di Castelfranco Emilia dei cassonetti a tessera.

Un progetto che non può che trovare la nostra più ferma resistenza e disapprovazione.

Viene difatti “spacciato” per moderno ed innovativo, ma purtroppo così non è, essendo questa modalità di raccolta già stata applicata in diversi altri comuni e realtà nel corso degli ultimi anni, ragion per cui gli effetti sono facilmente prevedibili e verificabili.

Nel corso dei primi anni di introduzione si assisterà probabilmente ad un graduale, ma contenuto, aumento della percentuale di differenziata.

A fronte di questo però, ci si troverà davanti ad un notevole incremento degli abbandoni di rifiuti, una diminuzione della qualità della differenziata data dall’inconsapevole, se non fraudolento, conferimento di materiali indifferenziati nei cassonetti della differenziata, sono infatti notevoli le difficoltà per i cittadini nell’utilizzo, soprattutto per anziani e disabili, oltre che per i frequenti problemi di funzionamento dei cassonetti stessi.

Nulla di nuovo quindi, né da inventare né da sperimentare.

Sarebbe stato sufficiente guardarsi attorno per verificare quanto già successo in altri Comuni, anche quelli tuttora gestiti da Hera, nei quali è già stata introdotta questa modalità.

L’amministrazione di Castelfranco invece, si è rifiutata di prendere come esempio, seppur da noi sollecitata più volte, modelli di eccellenza nella raccolta dei rifiuti, (per esempio quelli riconosciuti tramite il prestigioso premio “Comuni Ricicloni” di Legambiente), modelli tutti improntati sul porta a porta integrale in tutto il territorio comunale, incentrati sulla tariffa puntuale.

Esempi che hanno consentito di raggiungere notevoli percentuali di raccolta differenziata di ottima qualità, oltre l’80%, che ha dato la possibilità di rivendere il materiale (perché di materia si tratta, non di rifiuto), in maniera sempre maggiore consentendo quindi la riduzione del costo totale di raccolta e smaltimento dei rifiuti con una gradita ripercussione sulle tariffe TARI dei cittadini che, in quei comuni, sono andate così a diminuire.

A Castelfranco invece si è prodotto solamente il “finto” porta a porta nel forese, perché, vogliamo ricordarlo, il VERO porta a porta NON prevede che i bidoni vengano lasciati sempre esposti, e soprattutto i bidoni devono essere sempre ricondotti a qualcuno, mentre a Castelfranco non sono nominali: si tratta semplicemente di un modo per “distribuire” i cassonetti stradali in contenitori più piccoli.

La miopia di questa amministrazione fa sì che nel nostro comune si perseveri verso un modello di raccolta i cui costi sono ancora tutti da verificare, mai effettivamente chiari nella loro composizione, così come i dati positivi tanto sbandierati finora, che non trovano nessuna conferma nei dati ufficiali del 2015 (gli unici ufficialmente resi disponibili dal gestore anche tramite nostri atti ispettivi).

Nonostante quindi i soliti buoni intenti sbandierati circa la riduzione del totale dei rifiuti prodotti e l’incremento della differenziata, si continua a scegliere un modello già rivelatosi fallimentare e che punta dritto verso gli inceneritori. Inceneritori che, come ormai è a tutti ben noto, per continuare ad essere economicamente vantaggiosi, hanno bisogno di un continuo cospicuo afflusso di rifiuti da bruciare che provengono da una grossolana selezione di materiale differenziato raccolto senza porta a porta, che in caso contrario invece sarebbe potuto essere stato rivenduto come merce e generare profitti per i cittadini anziché risultare solo un grosso business per Hera.

Per quanto riguarda l’introduzione poi di ciò che viene indicata come tariffa puntuale, nuovamente in enorme ritardo rispetto alle eccellenze degli altri comuni ( pare che venga introdotta solo dal 2018) si mostrerà sicuramente come un incentivo per i cittadini a ridurre i conferimenti di indifferenziata, ma non sarà di certo la panacea di tutti i mali….infatti visto che ci ritroviamo a dover pagare un sempre più alto costo totale della raccolta e smaltimento dei rifiuti, questo sforzo per i cittadini più virtuosi sarà probabilmente vanificato così come l’ incentivo.

Purtroppo ci troveremo ad assistere ad un’implementazione che causerà poi serie difficoltà in futuro alle prossime amministrazioni che si troveranno a dover invertire la rotta, per poter passare ad un modello di gestione dei rifiuti veramente virtuosa, che consenta veramente di responsabilizzare i cittadini, di diminuire i rifiuti totali prodotti ed aumentare in modo significativo la qualità e quantità di differenziata consentendo così di abbassare veramente la TARI, tramite un modello di “porta a porta integrale” con tariffazione puntuale.

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AumentoTARI: sconti, ma non per tutti.

timthumb.phpAnche per quest’anno, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, siamo stati chiamati a votare il Piano Economico Finanziario relativo alla gestione dei rifiuti, e come un anno fa non siamo riusciti a risalire a nessun chiaro controllo dei costi fatto da né da Atersir ( l’Agenzia regionale preposta alla gestione dei rifiuti nella quale partecipano tutti i comuni emiliano-romagnoli)  né da questa amministrazione: quindi un vero e proprio atto di fede!

Non abbiamo, a questo punto, potuto fare altro che esprimere voto contrario.

Più nello specifico, già da solo il costo del servizio è lievitato dell’ 1,38% rispetto al periodo precedente.

A questo si andrà ad aggiungere un ulteriore ritocco delle bollette TARI, che porteranno ad un incremento medio di circa il 2,4% per i cittadini privati e circa il 3,5% per le aziende; il tutto per coprire gli sconti che forse arriveranno solo nel 2017, non a tutti i cittadini, ma solo ad una parte di quelli residenti nelle zone di sperimentazione dei cassonetti a calotta.

Dopo che già durante l’anno 2015 avevamo scoperto le magagne relative al mancato sconto in bolletta per le utenze target del centro storico, che di fatto non era mai stato applicato, oggi vediamo che, con i progetti che metterà in campo l’attuale amministrazione,  solo alcuni cittadini, e solo dal 2017,  potranno forse beneficiare di qualche forma di riduzione sulla bolletta dei rifiuti.

Continuiamo a manifestare la nostra contrarietà a tale progetto, che tra l’altro è già stato rinviato rispetto alle presentazioni dei mesi scorsi: dal 2016 è stato posticipato al 2017, così come la tariffa puntuale, dapprima presentata imminente a partire dal 2017 e ora rimandata al 2018, staremo a vedere da qui ad allora cosa cambierà ancora.

Il quadro di quanto cadrà sulle spalle dei cittadini  è ulteriormente aggravato da una  novità portata dall’ultima legge regionale sui rifiuti, ovvero l’introduzione di un fondo incentivante, che però per i cittadini di Castelfranco è penalizzante visto che sarà caricato loro un ulteriore costo per rifondere i Comuni più “virtuosi”; questi lo utilizzeranno per abbassare le bollette TARI al contrario nostro invece che le vedremo alzare.tari_1217

Questo è solo l’ennesimo tassello di una gestione dei rifiuti da parte di questa amministrazione, che negli ultimi anni è risultata fortemente deficitaria, che non ha portato a nessun beneficio per i cittadini ed addirittura un solo irrisorio aumento della differenziata.

Ricapitoliamo quindi: da subito tutti i cittadini saranno chiamati a pagare bollette più alte nel 2016, a fronte di uno sconto che, forse, arriverà per alcuni di loro solo nel 2017 nonostante il risultato della raccolta differenziata sia stato comunque in aumento e avrebbe dovuto portare benefici, anche economici, per i cittadini.

Ma d’altronde, ormai non ci stupiamo più della  nostra amministrazione che per anni ha pensato di gestire i rifiuti puntando sugli inceneritori che, per riuscire ad ammortizzare gli scellerati investimenti di milioni di euro degli anni scorsi, necessitano di essere continuamente alimentati bruciando rifiuti; solo oggi sull’onda di una aumentata sensibilità comune è costretta ad appoggiare, ovviamente per ora solo a parole, politiche “green” in tema di ambiente e salute.

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ASSEMBLEA GENERALE

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ASSEMBLEA GENERALE

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PREMI AI DIRIGENTI COMUNALI: LA LEGGE NON IMPONE NULLA

risposta (1)Dobbiamo ritornare purtroppo sulla antipatica questione dei premi anticipati ai dirigenti per rispondere ad una giunta che, volutamente, cerca di screditare qualsiasi opinione fuori dal coro della maggioranza.

Cominciamo subito a specificare che è assolutamente inutile che, per giustificare scelte che riteniamo essere anni luce lontane da quelle che avremmo fatto noi, in un momento così pesante per la collettività, gli assessori vogliono far credere ai lettori che sia il MoVimento 5 stelle a non aver capito che i premi in anticipo ai dirigenti sono leciti.

dirigentiNoi siamo assolutamente consapevoli che questa scelta sia consentita dalla legge (d.lgs 267/2000 Art 110 comma 3) ; se avessimo ravvisato qualche elemento di illegittimità non avremmo di certo esitato a denunciarlo, procedendo anche con un esposto agli enti competenti come la Corte dei Conti.

La legge stessa però,  prevede una possibilità e NON un obbligo nel riconoscere tale indennità;  non si tratta quindi di un atto dovuto,  ma di una chiara scelta da parte della Giunta e non si tratta tantomeno di “fantomatici” premi riconosciuti come si vuol far credere, ma di atti reali e concreti come la Delibera di Giunta n.2 del 2016 dimostra e come da chiunque verificabile.

Facciamo inoltre presente  che, tale provvedimento , a norma di legge deve essere motivato;  la Giunta invece si limita semplicemente a citare che è “commisurato alla specifica qualificazione professionale e culturale, anche in considerazione della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali”.

Per questi motivi non abbiamo preso NESSUN tipo di abbaglio e la nostra critica quindi si rivolge alla autonoma decisione presa dalla Giunta sulla quale però ci sentiamo di dissentire.Accounts

Per quanto riguarda poi il riferimento alla spesa per il personale diminuita nel corso degli anni, non si può non osservare che ciò si riconduce anche ai limiti imposti dal Patto di Stabilità e che non necessariamente si può ritenere un fatto completamente positivo perché ad esempio ha comportato anche la mancata integrazione di personale in settori strategici come la Polizia Municipale che ricordiamo essere ancora insufficiente ai bisogni della collettività in rapporto alla popolazione.

Ricordiamo ancora bene poi, a proposito di aiuti alla popolazione, come in consiglio comunale venne bocciata la nostra proposta del baratto amministrativo, con la quale i cittadini, in conclamata difficoltà economica, avrebbero potuto barattare tasse arretrate con lavori di piccola manutenzione del territorio, senza bisogno di dover pagare appositamente altre aziende e, riducendo nel contempo, quell’evasione arretrata che il comune (e quindi tutti noi cittadini) non potrà più recuperare diversamente.

La giunta si divaga poi in considerazioni sui piani di zona ed insiste nell’indicare che non ha mai abbassato la soglia degli interventi per il sociale. Ma ci mancherebbe altro che, proprio in concomitanza del peggioramento della situazione di crisi, si fossero voluti anche abbassare ulteriormente i già scarsi ed insufficienti investimenti per premiare con altre decine di migliaia di euro i dirigenti!

Per quanto riguarda poi i lavori pubblici previsti citati nell’articolo , non ci sentiamo ancora in grado, visti i tempi, di poter fare una valutazione completa di quanto verrà poi effettivamente fatto; sottolineiamo solo che, come M5S, in consiglio comunale abbiamo votato convintamente a favore, vista la situazione scandalosa in cui versava Castelfranco da anni e che è sotto gli occhi di tutti.

Crediamo anche però che non ci fosse bisogno di vantarsene dei lavori in cantiere ; si è solo deciso finalmente di attivarsi per quello che sarebbe stato necessario fare da tempo.

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DIRIGENTI COMUNALI PREMIATI IN ANTICIPO

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Rimaniamo esterrefatti dalla seconda delibera della giunta comunale dell’anno 2016, datata 12 gennaio.

Si assegneranno risorse per decine di migliaia di euro, fino al 2018, per “premiare ad personam” i nuovi dirigenti del nostro comune e addirittura per tutti i prossimi 3 anni.

In tempi di crisi, durante i quali siamo stati abituati a sentirci rispondere in ogni occasione, che “non ci sono i soldi” qual è il primo problema che la giunta si pone? Premiare in anticipo il futuro lavoro dei dirigenti…

La grave e perdurante recessione di questo periodo sta mettendo a dura prova la tenuta socio-economica della nostra comunità; molte famiglie hanno raggiunto ormai il livello minimo di sopravvivenza che non si prefigura ormai più come un solo temporaneo bisogno di aiuto.

Questo ha portato ad un aumento esponenziale delle richieste di accesso ai servizi sociali ma, nonostante le disponibilità economiche non siano neanche lontanamente sufficienti a coprire i bisogni dei più deboli, non si pensa nemmeno ora, per esempio,  ad allocare maggiori risorse per i servizi sociali ….

Ci chiediamo: Non sarebbe stato quindi più opportuno destinare questi soldi pubblici a favore dei cittadini e della comunità?

Siccome sono ben noti i tanti sforzi vengono richiesti alla comunità, non sarebbe dovere , dell’amministrazione in primis, dare il buon esempio ? Evidentemente no!

In attesa di rilevare tutti i vantaggi che apporterà la nuova organizzazione tanto sbandierata dall’amministrazione, non possiamo dunque che mettere in evidenza che la priorità sembra essere quella di aumentare anticipatamente i ben già ricchi compensi alla dirigenza con altre indennità aggiuntive parecchio “significative”.

Ecco, proprio non capiamo: ci domandiamo se Sindaco e Assessori  siano convinti che tutto ciò vada a vantaggio dei cittadini e dell’intera comunità e rimaniamo ovviamente molto scettici sulla scelta di agire con tanta fretta e su un periodo di tempo così lungo, per premiare senza indugi  i dirigenti prima che si possa valutare, almeno nel medio periodo,  il loro lavoro …

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QUEL DEMANSIONAMENTO CHE INSOSPETTISCE

scrivania_in_disordineLeggiamo con imbarazzo una determina dirigenziale con la quale si affida una posizione organizzativa (incarico di Responsabile di ufficio/servizio) afferente al ” settore tecnico e sviluppo del territorio – pianificazione territorio e urbanistica” ad una persona che è in “comando” presso la nostra amministrazione da pochissimi mesi (comando: in gergo IN PRESTITO) e proveniente dal comune di Formigine.

Conseguenza di questo è, ovviamente, il demansionamento di fatto del precedente responsabile di settore.

Sappiamo bene che è tra le facoltà del nuovo dirigente (anch’esso proveniente da Formigine) assegnare questo tipo di incarico a chiunque abbia i requisiti e venga valutato congruo alla posizione stessa, ma ci domandiamo se un dirigente da poco sul nostro territorio, possa valutare obiettivamente le capacità e le conoscenze della ormai “ex” posizione organizzativa (Responsabile di ufficio/servizio) essendo lui stesso, appunto, di recente assegnazione a Castelfranco.

Ma come mai Formigine si è lasciata scappare ben due ruoli del genere in così poco tempo ???

E’ lecito interrogarsi sulle modalità e i criteri con cui sono state individuate le competenze e le conoscenze richieste per il ruolo da ricoprire?

Al momento l’unica cosa di cui si ha certezza è che il responsabile precedente ha una più che ventennale esperienza di Castelfranco e un’ottima conoscenza del territorio e delle sue caratteristiche, essendo tra l’altro anche un nostro concittadino.

E’ lecito pensare che la persona appena arrivata da Formigine non abbia ancora la totale consapevolezza delle caratteristiche del nostro comune?

E’ lecito domandarsi per quale motivo tra le motivazioni di questo cambio viene indicata la necessità di garantire una adeguata turnazione di personale, quando è l’unico caso in cui viene applicata, mentre sono state riconfermate tante altre posizioni precedentemente in carica?

Senza volersi addentrare in considerazioni sul valore umano o professionale della persona demansionata o della nuova incaricata, a noi sembra tutto molto stonato, anche perché la persona che sostituisce la precedente Posizione Organizzativa (Responsabile di ufficio/servizio), a fine anno vedrà scadersi il “comando”, in quanto assunta per sostituire una dipendente assente per maternità fino al prossimo autunno…. A Castelfranco quindi da fine anno non ci sarebbe di nuovo più posto per lei…ci domandiamo a questo punto:  è opportuno che l’Amministrazione investa su una persona che sappiamo andrà via presto?

Nasce perciò spontaneo chiedersi: ma al bene di Castelfranco qualcuno ci pensa?

Non ne siamo così persuasi …. Vedremo cosa succederà, quindi, con i prossimi progetti che verranno messi in campo.

Non vorremmo mai dover assistere  ad una “sistemazione” di amici degli amici, a discapito di altri, come tante volte ci capita di “leggere” sulla cronaca nazionale.

 

 

 

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